Mentre i resti di Kim Jong Il vengono tumulati, una riflessione sul futuro della Corea del Nord

Lo scorso sabato 17 dicembre 2011, alle 8:30 del mattino, si è spento, a bordo di un treno, nella Corea del Nord, Kim Jong-Il, il suo enigmatico leader. Quarantotto ore dopo, gli organi ufficiali della Corea del Sud ne erano ancora all’oscuro, senza menzionare quelli americani: il Dipartimento di Stato a Washington ha riconosciuto “fonti di stampa” molto dopo l’annuncio … Continua a leggere

Iran, tra ottimismo e realtà

Dopo il recente attentato pro-regime contro l’ambasciata inglese a Teheran, molti, come me, devono essere rimasti colpiti dall’immagine dell’uomo che, dopo aver saccheggiato l’edificio devastato, ne usciva portandosi via un poster raffigurante una scena del film di Tarantino, Pulp Fiction. Un’immagine emblematica della natura falsa e vacua dell’evento, un’immagine che sembra aver segnato la fine di un’era: l’ostentazione anti-imperialista ha … Continua a leggere

Pachistan: la democrazia sfuggente

Nel Kashmir, regione semi autonoma del Pakistan, la delusione in merito ai piani relativi alla concessione dell’autonomia iniziati nel 2009 è cocente. A metà settembre, Baba Jan, un attivista politico trentenne di Gilgit-Baltistan, nel nord est del Kashmir pachistano, è stato arrestato dalla polizia, con l’accusa di incitare ai disordini: un’azione considerata di terrorismo dal governo centrale. L’autonomia resta un’illusione, … Continua a leggere

Il dilemma indiano, in un’Asia liberale

Cosa succede quando il tuo principale partner commerciale è anche la nazione la cui crescita, senza precedenti e trascurata da un sistema politico fumoso e contorto, ti rende molto nervoso? L’India non è l’unica nazione asiatica che si deve confrontare con queste riflessioni riguardo alla Cina, ma è, tuttavia, una delle nazioni da cui ci si aspetta parte delle soluzioni. … Continua a leggere

La demagogia e l’inevitabile declino dell’economia tailandese

Dal colpo di stato che nel 2006 sovvertì il governo di Thaksin Shinawatra, in Tailandia ci sono state due tornate elettorali, nel 2007 e nel 2011, in entrambe nelle quali i partiti allineati al vecchio governo deposto hanno raccolto più consensi di tutti gli altri candidati. Il tutto, ovviamente, mentre Thaksin rimane in esilio. Queste vittorie consecutive sottolineano l’influenza che … Continua a leggere

Chi vuole la pelle di Muhammad Yunus?

Nel dicembre 2010 Muhammad Yunus, pioniere del microcredito, fondatore della Grameen Bank e vincitore del premio Nobel per la Pace, è stato definito “una sanguisuga” da Sheikh Hassina, la Primo Ministro del Bangladesh, che lo ha accusato di arricchirsi sulla pelle dei poveri, imprigionandoli nell’indebitamento. L’atto d’accusa, diretto e senza sfumature, lanciato della Premier pakistana contro la più grande celebrità … Continua a leggere

India e Cina: Mega-popolazione, mega-crescita… mega-corruzione

In India la corruzione non è certo una novità, le recenti vicende giudiziarie, tuttavia, sembrano posizionarla nella stessa classe delle peggiori “cleptocrazie” africane. Non solo la corruzione è politicamente destabilizzante, ma è anche un freno per la rampante economia indiana. La Cina, infatti, invecchia progressivamente e, conseguentemente, perderà il primato relativo alle capacità produttive manifatturiere; l’India, tuttavia, per raccogliere questa … Continua a leggere

Corea del Nord: la dittatura e la fame

Ancora una volta lo spettro della fame minaccia le vite delle popolazioni nord coreane, questa volta, tuttavia, gli Stati Uniti – il paese più umanitariamente generoso al mondo – esitano a rispondere, così come esitano l’Europa e il Giappone, quest’ultimo duramente colpito nelle ultime settimane e di fronte a una seria crisi nazionale. Il tempo, tuttavia, stringe: nessuno mette in … Continua a leggere

I social network e il fenomeno della “Facebook Jihad”

Mentre il mondo è impegnato a dibattere delle conseguenze di Wikileaks, emerge nuovo rischio cibernetico: i social network sono diventati uno spazio ideale per reclutare potenziali estremisti.  Potremmo chiamarla la “Facebook jihad”. Lo scorso 4 gennaio, il governatore della provincia pakistana del Punjab, Salman Taseer, è stato ucciso da una delle sue guardie del corpo, Malik Mumtaz Qadri, il quale, … Continua a leggere

Dopo Egitto e Tunisia, ora è il turno dell’Iran?

I manifestanti sono scesi in piazza, sono stanchi di un regime sclerotico e dispotico, che reagisce utilizzando i propri bulli per picchiare la gente e arrestare i leader. I manifestanti, però, sono coraggiosi e continuano le loro proteste, chiedendo a gran voce la caduta del regime e l’inizio di un futuro democratico. Abbiamo già letto questo copione, già visto queste … Continua a leggere