La Corea del Nord continua a bluffare?

corea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-unDal lancio di un missile a lungo raggio nello scorso dicembre 2012, l’espressione più adatta a descrivere la “politica del rischio calcolato” e il botta e risposta di minacce che hanno travolto la penisola coreana potrebbe essere “un eterno gioco di bluff”.

corea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-unI due leader coreani e gli Stati Uniti hanno ingaggiato una battaglia di retoriche aggressive – accompagnate dall’ostentazione delle reciproche capacità militari. La situazione è degenerata fino a dichiarazioni di guerra e a minacce di un “attacco nucleare preventivo” contro l’America, che hanno prodotto titoli cubitali sulla stampa internazionale riguardo al rischio di una nuova grande guerra o, nell’ipotesi minore, di un distruttivo confronto militare tra le parti.

Sullo sfondo di questo scenario delirante, uno straniero potrebbe rimanere alquanto perplesso di fronte alla contrastante normalità quotidiana di Seul. Le immagini che arrivano dalla città, infatti, raccontano scene di vita ordinaria e i mercati finanziari sono influenzati tuttalpiù dalla fuga degli investitori esteri, ma non certo di quelli locali.

E, secondo quanto riportato, la scena non era diversa a Pyongyang, dove i nordcoreani sembravano essere più impegnati nei preparativi dei festeggiamenti per la festa nazionale che celebrava il 15 aprile la nascita di Kim Il-sung, che a prepararsi alla guerra.

corea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-unCosì mentre le minacce del Nord si sollevano sempre di più, la differenza “tra il dire e il fare” in tutta la penisola sembra continuare ad aumentare.

C’è chi tende a spiegare la situazione adducendo che la costante belligeranza della Corea del Nord negli ultimi sessant’anni ha reso il popolo del Sud immune alle frequenti – e roboanti – minacce dei vicini. Inoltre sostengono che questa volta un certo senso di incertezza si somma al resto, a indicare che la Corea meridionale le “ha già viste tutte” e che la giovane età del leader settentrionale, Kim Jong-un, e i cambiamenti nella leadership in diverse importanti nazioni della regione, inclusa la Corea del Sud, hanno lasciato il popolo abbastanza indifferente.

Ma questo è vero solo parzialmente. I ricordi delle tragiche guerre e dei brutali omicidi sono freschi nella memoria dei coreani di entrambi i lati della DMZ, la Zona Demilitarizzata Coreana, una striscia di terra che attraversa la penisola e serve come cuscinetto tra le due parti. E, per i Nord Coreani, gli Stati Uniti rappresentano la peggiore, minacciosa e temuta nazione al mondo: un paese che invade gli altri per rovesciarne i legittimi leader.

corea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-unL’idea di un’altra guerra è un orrore impensabile per la maggior parte dei coreani, in tutta la penisola, e questo indica che non sono immuni alle minacce.

Come mai, allora, i Sudcoreani sono meno preoccupati degli stranieri? Probabilmente perché non vedono il motivo per il quale i leader del Nord dovrebbero mettere a rischio le loro vite e il loro potere puntando su una scommessa senza speranza contro le forze militari alleate.

Attirati dalla retorica e dai gesti sensazionalisti della Corea del Nord, i mass media prestano meno attenzione ai messaggi nascosti dietro a espressioni provocatorie come “stato di guerra” o gesti clamorosi come l’interruzione della linea diretta tra i due paesi. Ma uno studio attento dell’atteggiamento dei leader del Nord potrebbe rivelare che la terminologia e le espressioni hanno principalmente finalità politiche interne. E che il loro scopo è quello di far credere alla comunità internazionale che la penisola coreana sia instabile e abbia bisogno di un nuovo sistema per salvaguardare l’apparato nordcoreano e la posizione di potere dei suoi leader.

Lcorea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-una scarsa possibilità di un conflitto non implica la stabilità della penisola, né la buona volontà del Nord. Le esperienze passate dovrebbero insegnare a tutti, nella regione, che le nazioni confinanti corrono meno rischi quando i nordcoreani fanno rumore. I veri pericoli, infatti, aumentano quando la tensione si abbassa e la Corea del Sud e il resto del mondo prestano minor attenzione alla causa Nordcoreana. Inoltre, è indicativo osservare che le provocazioni del Nord non si sono ripetute, evitando così dannose repliche dalla controparte meridionale.

Il vero pericolo potrebbe trovarsi in un’eventuale decisione del Nord di sfruttare piccole, non rilevate, falle nella sicurezza Sudcoreana, piuttosto che da minacce apparentemente ovvie come quella di avvolgere in “un mare di fiamme” la Zona Demilitarizzata o Seul stessa.

Grazie all’attenzione della stampa globale, il governo Nordcoreano sembra aver ottenuto lo scopo prefisso di mettere in atto una “pura battaglia di retorica”. Il giovane leader ha comunicato efficacemente al mondo – così come al suo pubblico – che è abbastanza coraggioso e testardo da non cedere alle minacce americane di un attacco nucleare. Alla fine di questo round, Kim Jung-un spera di raggiungere lo status di un leader mondiale invincibile: il Nord è chiaramente un precursore e probabilmente raccoglierà enormi vantaggi politici da questo bluff.

corea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-unL’aver ritardato un test degli Stati Uniti sui missili balistici intercontinentali (ICBM), oltre all’annuale meeting del comitato militare di America e Sud Corea, è un chiaro segnale di moderazione inviato al vertice Nordcoreano, e ha riportato la palla nella metà campo settentrionale.

L’annunciato lancio di missili a media gettata potrebbe significare la scelta tra l’estendere il conflitto e il mischiare le carte. I Nord coreani scommettono troppo sul prestigio dei loro massimi vertici e continuare a “bluffare” aumenta radicalmente il pericolo di perdite; per mischiare le carte, il presidente Park Geun-Hye – la prima donna presidente eletta in Sud Corea – deve far arrivare il messaggio, sincero, che il Nord e la sua leadership possono sopravvivere a quest’ultimo giro di tensione.

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Approfondimento

 


corea del nord,corea del sud,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,democrazia,dittatura,stati uniti,difesa,park geun-hye,kim jung-unDocumento: Sipri Yearbook 2012 Armaments, Disarmament and International Security (documento formato pdf lingua italiana) fonte T.wai – Torino World Affairs Institute | SIPRI – Stockholm International Peace Research Institute

DocumentoNorth Korea’s Nuclear Weapons: Technical Issues (documento formato pdf lingua inglese) fonte Congressional Research Service

Articolo: World Report 2013 North Korea | Human Rights Watch

Scritto: da Luis Batista

 

 

 

 

 

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La Corea del Nord continua a bluffare?ultima modifica: 2013-04-30T11:15:00+02:00da bellefotoblog
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