Il fattore umano è essenziale per la crescita dell’Asia dell’Est

sud-est asiatico,cina,hong kong,tigri asiatich,tigri dell’est asiatico,politica,economia,lavoro,educazione,social,indonesia,malesia,filippine,tailandia,oecd,gunnar myrdal,opnioneAnche gli economisti sbagliano, a volte. Alla fine degli anni ’50 l’economista svedese premio Nobel nel 1974 Gunnar Myrdal dichiarò che Burma e le Filippine erano, a suo giudizio, le due nazioni asiatiche con le maggiori probabilità di crescita rapida.

Questa errata previsione – condivisa da molti – si basava in parte sul fatto che le Filippine e Burma (oggi Myanmar) fossero i due paesi con il maggior capitale umano nella regione. Nel 1960 la percentuale di iscrizioni alla scuola secondaria nelle Filippine era del 26% – più alto di quello della Malesia e di Hong Kong e, di fatto, più alto di quello di Spagna e Portogallo. E con un tasso del 10% nelle aree più povere, Burma seguiva a distanza, superando tuttavia nazioni che oggi sono significativamente più ricche, come l’Indonesia e la Tailandia.

sud-est asiatico,cina,hong kong,tigri asiatich,tigri dell’est asiatico,politica,economia,lavoro,educazione,social,indonesia,malesia,filippine,tailandia,oecd,gunnar myrdal,opnioneNei decenni successivi, alcune economie dell’Est asiatico sono cresciute in modo sostanzioso, in particolare tra i primi anni ‘60 e gli anni ’90. La crescita delle cosiddette “Tigri dell’Est Asiatico” – Hong Kong SAR (Cina), Singapore, Corea del Sud e Taiwan (Repubblica Cinese) – si è basata su astuti investimenti in istruzione e addestramento ed è stata valorizzata dal dividendo demografico reso possibile dalla caduta dei tassi di fertilità, cioè, nello specifico, dal fatto che, le giovani generazioni, crescendo, non solo divenivano lavoratori più scolarizzati – e quindi più specializzati – ma con meno dipendenti a carico miglioravano le loro possibilità di crescita economica.

Tuttavia, è plausibile che questi cambiamenti si mantengano nel futuro? La finestra di opportunità fornita dagli sviluppi demografici non durerà per sempre e, di fatto, nelle nazioni più sviluppate dell’area, come il Giappone, ad esempio, il picco della mezza età si sta rapidamente trasformando in una distesa di vecchiaia.

sud-est asiatico,cina,hong kong,tigri asiatich,tigri dell’est asiatico,politica,economia,lavoro,educazione,social,indonesia,malesia,filippine,tailandia,oecd,gunnar myrdal,opnioneNell’area dell’Est asiatico, lo spostamento dall’essere una regione che raccoglie i frutti dei dividendi demografici all’essere una in progressivo e inevitabile invecchiamento sta avvenendo più velocemente di quanto alcuni avessero previsto. In Cina, Corea, Malesia e Tailandia i tassi di dipendenza continueranno a scendere nei prossimi anni, ma, con l’invecchiamento progressivo della popolazione, nei prossimi 10/20 anni i numeri ricominceranno a salire.

I “cuccioli di tigre” – Indonesia, Malesia, Filippine e Tailandia – hanno le carte in regola per emulare le “Tigri Asiatiche”, ma se vogliono evitare una possibile trappola per il ceto medio, devono adattarsi a cambiamenti demografici drammatici e assicurarsi che il sistema educativo offra le competenze necessarie per fare da propellente alla produttività e soddisfare le esigenze delle evoluzioni dell’economia globale.

sud-est asiatico,cina,hong kong,tigri asiatich,tigri dell’est asiatico,politica,economia,lavoro,educazione,social,indonesia,malesia,filippine,tailandia,oecd,gunnar myrdal,opnioneAumentare la produttività in queste economie emergenti richiederà risposte vigorose dai sistemi educativi, anche se in passato questi sistemi hanno dato risultati misti. Le iscrizioni sono certamente aumentate, come nei primi anni dello sviluppo coreano: negli anni ’50, circa la metà della popolazione delle Tigri Asiatiche non aveva alcun livello di scolarizzazione, nel 2010 il numero è sceso a meno di un decimo; nel 1950 un decimo della popolazione possedeva un diploma secondario, oggi lo possiede quasi la metà dell’intera popolazione.

In termini qualitativi, tuttavia, i risultati sono ancora più variegati: le performance degli studenti indonesiani e tailandesi in test standard come il “Programma di Valutazione per gli Studenti Internazionali” (Program for International Student Assessment – PISA) risultano ancora inferiori rispetto a quelle dei colleghi provenienti da nazioni asiatiche più sviluppate.

sud-est asiatico,cina,hong kong,tigri asiatich,tigri dell’est asiatico,politica,economia,lavoro,educazione,social,indonesia,malesia,filippine,tailandia,oecd,gunnar myrdal,opnioneLe persone dotate di determinate competenze possono essere utilizzate al meglio solo se il mercato del lavoro valorizza questi loro skill e se sono in grado di trovare il lavoro “giusto”. Tra i “cuccioli di Tigre”, invece, la disoccupazione giovanile e le visioni dei datori di lavoro indicano che le persone potrebbero non trovare “il lavoro adatto”. Secondo ricerche recenti, infatti, malgrado un maggior numero di giovani scolarizzati un grande numero di aziende operanti in queste aree giudica le maggiori competenze come un ostacolo per la crescita.

In futuro, l’educazione superiore sarà uno dei fattori chiave per l’acquisizione di competenze, in particolare una formazione tecnologica e manageriale potrebbe innescare il tipo di innovazione che alimenta la crescita. Ma l’accesso all’educazione terziaria, in questi paesi, è basso in relazione, ad esempio, a quello dei paesi dell’OECD (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che potrebbero servire da modello. Le università, dal canto loro, non offrono la ricerca innovativa necessaria a sostenere la transizione dei “Cuccioli di Tigre” verso un reddito maggiore e le lacune nella preparazione denunciano i deficit nella qualità del sistema scolastico superiore.

sud-est asiatico,cina,hong kong,tigri asiatich,tigri dell’est asiatico,politica,economia,lavoro,educazione,social,indonesia,malesia,filippine,tailandia,oecd,gunnar myrdal,opnioneE ci sono altri aspetti importanti che richiedono un approfondimento se devono servire a formare politiche corrette per il sostegno dello sviluppo economico, e includono: l’accostamento degli skill acquisiti oggi con quelli che saranno necessari nei mercati globali di domani; lo stimolo della richiesta di formazione del capitale umano tra i gruppi attualmente esclusi; l’offerta di opportunità di scolarizzazione serale accessibile anche a chi già lavora; la riforma della scuola superiore e il favoreggiamento della mobilità della forza lavoro scilarizzata verso le aree in cui può essere usata con la miglior produttività.

Le direzioni politiche per i “cuccioli” dell’Asia dell’Est sono decisamente varie e finalizzate a evitare possibili passi falsi sulla strada della crescita sostenibile e sono anche ben conosciute e ben accettate, come lo è la nozione che la loro implementazione pone grandi sfide. Focalizzarsi sul miglioramento della qualità dell’educazione invece che solo sull’espansione quantitativa è una di queste direzioni, ma non è affatto obsoleta ne è, tantomeno, l’unica.

Scritto: da Luis Batista

 

 

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Il fattore umano è essenziale per la crescita dell’Asia dell’Estultima modifica: 2012-09-18T16:54:00+02:00da bellefotoblog
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