Chi vuole la pelle di Muhammad Yunus?

bangladesh,asia meridionale,subcontinente indiano,sheikh hassina,muhammad yunus,grameen bank,microcredito,economia,povertà,politica,democraziaNel dicembre 2010 Muhammad Yunus, pioniere del microcredito, fondatore della Grameen Bank e vincitore del premio Nobel per la Pace, è stato definito “una sanguisuga” da Sheikh Hassina, la Primo Ministro del Bangladesh, che lo ha accusato di arricchirsi sulla pelle dei poveri, imprigionandoli nell’indebitamento.

bangladesh,asia meridionale,subcontinente indiano,sheikh hassina,muhammad yunus,grameen bank,microcredito,economia,povertà,politica,democraziaL’atto d’accusa, diretto e senza sfumature, lanciato della Premier pakistana contro la più grande celebrità del paese è iniziato dopo la messa in onda di un documentario, Fanget I Mikrogjeld (Prigioniere del microcredito), diffuso in Norvegia il 30 novembre 2010, nel quale il microcredito come modello di lotta contro la povertà era duramente criticato.

Gli enti locali, di conseguenza, hanno deciso di adottare delle contromisure: il 2 marzo la banca centrale ha pubblicato una lettera con la quale Yunus è stato – semplicemente – licenziato dal suo posto di Direttore Generale della banca. Yunus si è rivolto all’alta Corte di Dacca per ottenere l’annullamento di questa decisione, senza successo, però, adducendo come motivazione il superamento del limite d’età previsto dal diritto bancario: 60 anni. [È interessante notare la rapidità del procedimento: Yunus ha fatto appello il 9 marzo presso la Corte suprema del Bangladesh, che ha respinto la sua richiesta e confermato il suo licenziamento il 5 aprile.]

Questi attacchi contro Yunus hanno molte conseguenze, che vanno ben oltre la sua persona: cosa sarà della Grameen Bank ora? Verrà interamente nazionalizzata?

bangladesh,asia meridionale,subcontinente indiano,sheikh hassina,muhammad yunus,grameen bank,microcredito,economia,povertà,politica,democraziaLa Grameen Bank è un’istituzione unica nel suo genere, nella misura in cui appartiene ai suoi 8,3 milioni di mutuatari, che ne sono gli azionisti, rappresentati da nove elementi presenti nel consiglio di amministrazione, che conta 12 membri complessivamente.

La paura è che, dopo il licenziamento di Yunus, il governo metta la Grameen Bank sotto tutela e distrugga quindi ciò che è stato alla base del suo successo: con 8,3 milioni di mutuatari poveri, di cui 95% sono donne, e con la messa a disposizione di 10 miliardi di takas (95 milioni di euro) in prestiti ogni mese, questa banca è un’istituzione gigantesca.

Resta la grande questione del futuro del microcredito: se, come afferma la Primo Ministro Hassina, il microcredito non aiuta i poveri ma li trascina ancora di più nella spirale dell’indebitamento, cosa sarà delle diverse istituzioni di microfinanza? Il governo di Sheikh Hassina imporrà tassi d’interesse più bassi per le istituzioni di microcredito? Il problema degli elevati tassi d’interesse è uno degli argomenti favoriti tra coloro che denigrano Yunus e la Grameen Bank e così, lungi dall’essere oggetto di una seria riflessione, la questione dei tassi d’interesse ha dato luogo a dibattiti populisti.

bangladesh,asia meridionale,subcontinente indiano,sheikh hassina,muhammad yunus,grameen bank,microcredito,economia,povertà,politica,democraziaIn realtà, uno “dei crimini” di cui viene accusato Yunus è quello di non di esprimere pubblicamente il suo sostegno a questo o a quel partito politico, oltre, ovviamente, al suo essere “ostile” all’attuale governo.

Una cosa è sicura: Yunus è, e resterà per sempre, nel cuore dei bengalesi e manterrà il suo ruolo nella storia come colui che ha ispirato l’intero pianeta con la sua idea e il suo entusiasmo per lottare contro la povertà, illuminando il proprio paese con un grande rispetto e molto onore.

Contesto

bangladesh,asia meridionale,subcontinente indiano,sheikh hassina,muhammad yunus,grameen bank,microcredito,economia,povertà,politica,democraziaIl microcredito, una delle innovazioni più importanti nella lotta contro la povertà, è stato fortemente criticato in questi ultimi mesi. Le due più grandi istituzioni di microfinanza dell’India, SKS e Spandana, sono state accusate di praticare tassi d’interesse “da usurai” che vanno dal 24% al 40%. E i tassi d’interesse elevati non sono una pratica estranea nemmeno alla Grameen, che è la prima banca – tuttavia – ad avere accordato prestiti ai più poveri e che conta, oggi, più di 100 milioni di clienti nei paesi più indigenti del pianeta, così come è importante non dimenticare, però, che, nei villaggi, gli usurai praticano tassi d’interesse molto più elevati, che possono arrivare fino al 100%.

Approfondimento

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Scritto: da Luis Batista

 

 

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Chi vuole la pelle di Muhammad Yunus?ultima modifica: 2011-06-07T17:52:00+02:00da bellefotoblog
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