Corea del Nord: la dittatura e la fame

north_korea_famine_children.jpgAncora una volta lo spettro della fame minaccia le vite delle popolazioni nord coreane, questa volta, tuttavia, gli Stati Uniti – il paese più umanitariamente generoso al mondo – esitano a rispondere, così come esitano l’Europa e il Giappone, quest’ultimo duramente colpito nelle ultime settimane e di fronte a una seria crisi nazionale.

Il tempo, tuttavia, stringe: nessuno mette in dubbio i rapporti che annunciano l’incombente rischio di crisi, le Nazioni Unite da tempo hanno dato l’allarme riguardo alla seria mancanza di cibo e all’acuto stato di malnutrizione in cui versano i bambini e altri gruppi più vulnerabili. In alcune zone della Corea del Nord, le persone hanno già iniziato a nutrirsi di semi e di erbe selvatiche e le razioni distribuite dal governo non sono sufficienti per i cinque milioni di persone che, si stima, abbiano immediata necessità di cibo.

top10_nkorea2.jpgUna delle ragioni dietro al tentennamento americano – gli USA sono da tempo il principale sostenitore della Corea del Nord (i contributi della Cina non sono resi pubblici) – all’invio delle oltre 300.000 tonnellate di aiuti alimentari richiesti, è la rassicurazione dell’effettiva distribuzione degli aiuti alla popolazione, evitando che essi vengano sottratti o utilizzati in modo inopportuno.

Le organizzazioni umanitarie private americane con maggior esperienza nella zona, tuttavia, sostengono di aver oramai sviluppato i complessi sistemi di monitoraggio necessari ad assicurarsi che gli aiuti arrivino proprio ai nordcoreani affamati. Due anni fa, gruppi di sostegno americani hanno – secondo le dichiarazioni – consegnato oltre 55.000 tonnellate di cibo a circa 900.000 coreani del nord in difficoltà, una modalità coerente con gli standard di monitoraggio concordati. Secondo gli stessi, ci sono stati straordinari livelli di accessibilità, tra cui viaggi preliminari per condurre stime, traduttori al coreano in loco per otto mesi e 1.600 controlli, alcuni dei quali con solo 24 ore di preavviso, per supervisionare la distribuzione del cibo dai porti, ai magazzini, alle case. Se si dovessero scoprire sottrazioni o altre gestioni poco chiare, gli Stati Uniti potrebbero sospendere la distribuzione, come accadde nel 2008, oppure optare per la donazione di biscotti ad alto contenuto proteico e miscele di mais e soia, la cui probabilità di raggiungere la popolazione bisognosa è molto più alta.

42-15881823.jpgC’è anche chi si oppone agli aiuti alimentari poiché teme che questi possano, di fatto, rafforzare il regime, consentendogli di utilizzare le proprie risorse per altri scopi, ragionamento che presuppone che, senza gli aiuti americani, il governo della Corea del Nord utilizzerebbe le proprie risorse per sostenere le necessità della popolazione più debole. La storia, tuttavia, racconta altro: la politica della Corea del Nord è “prima le forze militari”; gli aiuti alimentari cinesi arrivano, apparentemente, all’élite e all’esercito e altro cibo viene sottratto ai contadini e alle loro riserve di emergenza. Appare terribilmente chiaro che la priorità del governo coreano non sia affatto il popolo e, di conseguenza, negare aiuti alimentari non fa che aggravare l’indifferenza che lo stesso manifesta nel confronti del popolo. Alla fine, fi fatto, il vero problema è il fallimento del sistema nordcoreano.

Poi c’è chi si oppone all’invio di aiuti perché ritiene che il regime del paese sia vicino al collasso: la salute sempre più precaria di Kim Jong-Il, la successione da parte del figlio molto inesperto e la progressiva perdita del controllo interno si ritiene possano condurre alla caduta del regime, caduta che gli USA potrebbero agevolare non fornendo alcun aiuto umanitario.

Una premessa discutibile: la Cina, infatti, sembra pronta a sostenere il regime nordcoreano con cibo, con altri tipi di aiuto e, più recentemente, con sempre maggiori investimenti economici. E, in ogni caso, lasciar morire di fame il popolo per agevolare il collasso del governo non sembra proprio una politica che gli Stati Uniti potrebbero appoggiare.

500x_500x_ap1006211583.jpgMa, soprattutto, sono il programma nucleare messo in atto da Pyongyang e le terribili provocazioni contro la Corea del Sud a spiegare la riluttanza americana a fornire altri aiuti. Per anni gli USA hanno dato centinaia di milioni di dollari di aiuti in cibo e in carburante come controparte ad accordi sulle politiche nucleari e per porre le basi a ulteriori contrattazioni in merito, ma al momento non vi è alcun accordo e nemmeno aperture.

Le relazioni tra Nord e Sud Corea sono peggiorate dopo l’affondamento di una nave sudcoreana e il bombardamento di una delle isole meridionali; la stessa Corea del Sud ha interrotto i sostegni umanitari e vuole che gli Stati Uniti la seguano. Il governo americano ha lavorato a lungo per trovare un equilibrio con la Corea del Sud, tuttavia, per quanto grande lo sforzo richiesto, non è pensabile che sia disposto a andare contro le proprie ferree tradizioni, che si incarnano nel principio – enunciato da Ronald Regan – che la fame non conosce politica.

Questo principio giustificò gli aiuti umanitari agli affamati etiopi vittime di un brutale regime comunista palesemente antiamericano; allora, come oggi, furono fatte le stesse obiezioni, ma prevalse l’imperativo umanitario e, nel tempo, il sostegno dato contribuì all’abbattimento del governo di Mengistu.

42-15881831.jpgAlcuni ritengono che ripristinare gli aiuti alla Corea del Nord potrebbe portare a risultati positivi: secondo un ufficiale dell’amministrazione Bush – che ha recentemente ammonito il Senato americano – ignorare la Corea del Nord assicura, virtualmente, che le provocazioni continuino; portare aiuti alimentari potrebbe aiutare ad aprire nuove porte, a rafforzare le connessioni tra le persone e condurre a nuovi colloqui: “sacchi di riso con la bandiera americana in giro per la Corea del Nord non possono essere una brutta cosa”.

Come in passato, questo potrebbe costituire “un percorso inverso verso una più larga apertura diplomatica”. Tuttavia, che questo accada o meno, gli Stati Uniti non sbaglieranno, scegliendo di seguire i propri, antichi, principi umanitari.


La Corea del Nord sull’orlo della carestia di LuisB

Approfondimento

Wikipedia: La Repubblica Democratica Popolare di Corea powered by Virgilio Sapere

Scritto: da Luis Batista




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Corea del Nord: la dittatura e la fameultima modifica: 2011-04-26T17:55:00+02:00da bellefotoblog
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