Hong Kong: il grande centro commerciale della Cina

42-20428397.jpgIl cittadino medio non si rende conto di come invisibili macro forze monetarie giochino un ruolo dominante nelle sue scelte economiche. E gli investitori soffrono, spesso, per la stessa ignoranza. E nessun luogo descrive questo scenario, oggi, meglio di Hong Kong: un luogo che gli investitori dovrebbero tenere d’occhio, se non altro per via della sua moneta, che lo pone all’incrocio delle economie americana e cinese.

Hong_Kong_Skyline_Restitch_-_Dec_2007.jpgOrde di turisti cinesi arricchiti si abbattono continuamente sulla città, come le tribù settentrionali che hanno superato la Grande Muraglia cinese mille anni fa. Ma, a differenza degli invasori del passato, questi “continentali” non vengono per saccheggiare. Tutt’altro. Vengono, felicemente, a comprare. E comprare… E comprare… (… e a giocare d’azzardo nella vicina Macao).

Comprano appartamenti in condomini, borse Louis Vuitton e Prada, gioielli Cartier e Bulgari, abiti Gucci, orologi Rolex e latte per bambini – comprano di tutto!

I “continentali” vestono Prada.

Hong-Kong-13-UWG24CP0JN-1024x768.jpgOgni giorno i giornali parlano della chiusura di un’altra venerabile istituzione di Hong Kong, spesso un ristorante o negozio di alimentari: serve lo spazio per un’altra boutique del lusso.

Tutto questo è ottimo per i proprietari dei negozi, che li possono così affittare alle grandi marche europee; per i proprietari di appartamenti che possono vendere ai continentali e per i negozianti che gestiscono le boutique di lusso. E, ovviamente, per chi gestisce i casinò di Macao. (I ricavi dal gioco d’azzardo, a Macao, sono ormai quasi quattro volte superiori di quelli di Las Vegas e le azioni dei locali in cui si gioca d’azzardo sono saliti alle stelle). Ma questa situazione sta anche innescando una reazione populista, a Hong Kong, i cui cittadini si sentono estromessi dalla propria città, in particolare riguardo ai beni immobili. La loro ira è rivolta al governo di Hong Kong, che – ritengono – dovrebbe fare qualcosa in proposito. E il governo di Hong Kong ha debitamente risposto, implementando una serie di misure punitive contro i cosiddetti “speculatori”. Queste misure, tuttavia, curano i sintomi lasciando intatte le cause, che sono di natura monetaria e di larga scala.

Due cause e una soluzione “così-così”.

42-23615776.jpgIn primo luogo, come ho già detto in passato, la Repubblica Popolare Cinese è una nazione molto protezionista e una in cui i nuovi, ricchi, consumatori cinesi non fanno buoni affari. Barriere tariffarie e non fanno salire di molto il costo dei beni di lusso importati e limitano, così la loro disponibilità. Ma c’è di più: il gioco d’azzardo in Cina è proibito; i tassi di interesse sui depositi bancari sono tenuti al di sotto del tasso di inflazione. Le restrizioni alla libera circolazione di informazioni contribuiscono all’impopolarità dei beni prodotti localmente e chi fa denuncie riguardo a temi come il latte per bambini avvelenato viene trattato come un sobillatore.

Quindi cosa dovrebbero fare le nuove classi ricche e medie cinesi con i loro soldi? Le restrizioni di viaggio sono state allentate e dall’altra parte del confine ci sono Hong Kong e Macao, con le loro boutique, le economie aperte, l’atteggiamento non-protezionista e l’assenza di dazi. Proprio come accade per gli italiani che passano il confine per acquistare benzina in stati vicini, come in Svizzera, dove le tasse sono più basse, i “continentali” cinesi si dirigono a Hong Kong e a Macao.

In secondo luogo, il dollaro di Hong Kong è ormai sottovalutato rispetto al renminbi.

The_financial_crisis_Wallpaper_Money_Hong_Kong_Dollars_013970_.jpgSei anni fa la valuta cinese era scambiata a 8,27 contro il dollaro statunitense, ora il rapporto è di 6,57. Il dollaro di Hong Kong rimane agganciato al dollaro statunitense a un tasso medio di 7,80.  La Pataca di Macau, invece, è agganciata al dollaro di Hong Kong… e di conseguenza al dollaro USA. Dato che il valore del renminbi è aumentato rispetto al dollaro statunitense, la moneta di Hong Kong è diventata più economica per i continentali, anche se l’economia di Hong Kong e quella cinese sono sempre più integrate. In termini reali, il renminbi ha acquisito ancor più valore in virtù del l’accelerazione dell’inflazione in Cina.

Per i continentali, Hong Kong e Macao sono ottimi affari anche solo per via del disallineamento delle valute. E per i commercianti di Hong Kong e gli operatori dei casinò di Macao gli indicatori dicono tutti “continuate a espandervi!” Proprio come nel 2002, quando la politica di Greenspan negli Stati Uniti sui bassi tassi di interesse mandò un forte segnale: fai i debiti e comprati casa!

hong-kong-nightlife1.jpgA meno, quindi, che il renminbi si rivaluti improvvisamente rispetto al dollaro USA, prima o poi, le autorità di Hong Kong dovranno prendere provvedimenti. Chiaramente sanno cosa succede, ma le loro opzioni sono limitate. La soluzione più semplice – agganciare il dollaro di Hong Kong al renminbi – non è praticabile, poiché la valuta cinese non è liberamente convertibile in conto capitale.

Nel frattempo, mentre gli USA continuano irresponsabilmente a sostenere, con manovre governative e denaro pubblico, i settori considerati fondamentali per la stabilità economica, a Hong Kong continua a scorrere valuta forte.

A dicembre, il Consumer Price Index (CPI) di Hong Kong è aumentato del 3,1% su base annua e l’aspettativa è che continui a aumentare se l’attuale struttura monetaria non cambierà. Una soluzione potrebbe essere quella di allineare il dollaro di Hong Kong (chiamato anche “Honky”) a un tasso superiore a quello del dollaro statunitense. Non c’è nulla di eterno e sacrosanto per l’Honky che, in passato, è stato ancorato sia alla sterlina che all’argento. Seguendo questo approccio, tuttavia, i mercati potrebbero iniziare a anticipare i cambiamenti, incoraggiando così una serie di flussi speculativi.

42-23131198.jpgE, scegliendo questa soluzione, i problemi politici potrebbero essere formidabili: quando tornò sotto il controllo cinese, nel 1997,  la paura che l’esercito della Repubblica Popolare Cinese (RPC) sarebbe marciato lungo  Central (il distretto finanziario della città), pronti a uccidere la gallina d’oro che era – ed è ancora – Hong Kong.

Ma si sbagliavano: le truppe della RPC hanno sì marciato lungo Central, ma si sono poi defilati all’interno del palazzo del Prince of Whales, dal quale escono solo per rare occasioni cerimoniali. (Contrariamente alle truppe inglesi, che, invece, ai loro tempi, emergevano regolarmente al venerdì sera, per un po’ di sano, maschio, divertimento nei bar di Wan Chai).

È piuttosto un esercito di demagoghi – uno dei quali è stato l’ultimo governatore britannico – ad aver invaso Hong Kong. E si fanno ben notare. Hanno portato con loro cose utili, come sussidi più generosi e leggi sul salario minimo, ma, se si inizia a giocherellare con l’allineamento del dollaro di Hong Kong, il grosso rischio è che siano proprio loro a ficcare il naso nella gestione della moneta.


Girovagando per Hong Kong di LuisB

Approfondimento

Wikipedia: Hong Kong powered by Virgilio Sapere

Scritto: da Luis Batista



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Hong Kong: il grande centro commerciale della Cinaultima modifica: 2011-03-08T21:30:00+01:00da bellefotoblog
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