Riuscirà la Cina a controllare l’inflazione?

2008114101156110_2.jpgPer la terza volta nelle ultime settimane la Zhōngguó Rénmín Yínháng (Banca Centrale Cinese) ha alzato i requisiti richiesti alle proprie banche riguardo alle riserve. Lo scopo, ovviamente, è quello di rallentare la richiesta di finanziamenti e, di conseguenza, rallentare l’inflazione.

Questo tentativo rappresenta oggi un grande test e un’ancor più grande sfida per il governo cinese, ancor più se si tengono in considerazione che l’inflazione di Novembre 2010 è stata quotata addirittura al 5.1%. E questi sono solo i numeri che il governo è disposto ad ammettere. Le cifre reali sono probabilmente assai più alte, visto che la ricaduta dalle manovre del QE2 (l’alleggerimento quantitativo messo in atto) ha gettato benzina sulle già ardenti fiamme dell’inflazione cinese, creando una bolla potenziale che potrebbe mettere in pericolo l’economia cinese.

910.jpgUna mancata reazione aggressiva da parte del governo cinese, quindi, potrebbe indurre a una rapida spirale inflazionistica e, purtroppo, non appare ancora chiaro se i cinesi abbiano l’intenzione politica, o la necessità finanziaria, di ostacolare questo potenziale tsunami economico.

La Cina sembra essere incerta sul come procedere riguardo a questo problema: non aver permesso alla loro moneta di galleggiare è una delle ragioni degli squilibri che si stanno creando, assieme alla loro scarsa fiducia nella loro stessa capacità di crescita. È anche possibile che la mancanza di strumenti finanziari sviluppati appieno stia creando difficoltà al governo cinese nell’individuare una soluzione definitiva a questo crescente problema e le conseguenze sono semplici: se la Cina non fermerà l’inflazione, sarà l’inflazione a fermare la Cina.

Gli operatori del settore petrolifero marcano stretti i dati cinesi, poiché si preoccupano che per la Cina possa arrivare una “scossa impressionante”. In realtà, probabilmente, la Cina non raggiungerà il traguardo, tuttavia questo implica necessariamente un rialzo del petrolio? Nelle ultime settimane gli operatori del settore si sono scontrati con aspettative deluse e importanti capovolgimenti, e ora devono chiedersi se il mercato abbia fissato i prezzi in previsione delle mosse cinesi e se l’attenzione tornerà sul dollaro.

1004102234031853.jpgIl dollaro è stato il motore ed ha ricevuto una “spinta extra” dalla vendita di obbligazioni trentennali che ha superato le aspettative. Una settimana di interessi rampanti hanno sollevato una serie di domande su cosa davvero questo scenario poteva indicare in termini di tagli fiscali e sul reale stato di salute della ripresa economica. Tuttavia questa forte vendita ha placato alcune di queste paure.

Ho giusto finito di scrivere le mie previsioni riguardo all’aumento dei prezzi dei carburanti in Italia, anticipando che avrebbero raggiunto nuovi massimi (e portato così i consumatori italiani alla disperazione) e scopro che anche gli automobilisti statunitensi se la vedono dura, a causa di un intoppo tecnico in raffineria che li sta facendo sudare freddo.

Recentemente, infatti, la Hovensa LLC ha dovuto interrompere la propria produzione di 150.000 barili di benzina al giorno nella raffineria di St. Croix, per effettuare delle riparazioni e riducendo così la fornitura di benzina disponibile alla costa est americana. Appare chiaro, quindi, che la corsa al rialzo del prezzo del carburante non sia affatto terminata.

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Scritto: da Luis Batista



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Riuscirà la Cina a controllare l’inflazione?ultima modifica: 2011-01-18T16:04:00+01:00da bellefotoblog
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