Rivoluzione di palazzo nel Regno di Tonga

tonga11.jpgL’arcipelago del Tonga ha finalmente un Parlamento la cui maggioranza di membri sono eletti dal popolo. Questa situazione nasconde grandi opportunità, ma anche numerosi pericoli.

Tonga (un arcipelago polinesiano di 750 km2 per 120.000 abitanti), spesso descritto come “il paese dove il tempo si è fermato”, è un luogo di contraddizioni: una terra molto pia dove la violenza si nasconde sotto la superficie, i cui abitanti s’inginocchiano dinanzi ai membri della famiglia reale e manifestano poi la loro insoddisfazione verso il governo incendiando un palazzo reale o il centro della città.

6nf9pniglhbor-5PAV3YizPq4-image.jpgDa oltre 150 anni, il paese è governato dai discendenti del re George Tupou I, che lo ha unificato a metà del  XIX secolo. L’attuale sovrano è il suo pro-pro-pronipote, George Tupou V, celibe, ultrasessantenne e dalla forte inclinazione per le uniformi  militari occidentali ampiamente decorate, i caschi coloniali e gli abiti di Saville Row (la via londinese delle sartorie maschili per antonomasia).

Da giovedì 25 novembre 2010, l’arcipelago del Tonga è una monarchia costituzionale.

George Tupou V mantiene il potere di nominare il Primo Ministro e i ministri del governo, ma si è impegnato ad agire soltanto su consiglio del Parlamento, riorganizzato in modo di consentire la maggioranza ai rappresentanti eletti dal popolo: dei 26 membri totali, 17 sono stati designati in seguito alle elezioni democratiche del 25 novembre.

Il partito democratico Friendly Islands – diretto da Akilisi Pohiva, 71 anni, insegnante in pensione e veterano della lotta per la democrazia – ha, nell’occasione, guadagnato 12 seggi mettendo Pohiva in pole position per la formazione del prossimo governo. Tuttavia è lecito chiedersi se un uomo rimasto così a lungo lontano dal potere possa operare accuratamente nel suo ambito: per garantirsi la maggioranza parlamentare, Pohiva dovrà ottenere, oltre al sostegno dei suoi deputati, quello di almeno due altri rappresentanti fra gli eletti indipendenti o i delegati della nobiltà.

tonga-2.jpgIl nuovo Primo Ministro avrà anche altre sfide da affrontare nel percorso di trasformazione dalla monarchia feudale alla democrazia costituzionale.

I tongani non hanno bisogno di guardare troppo lontano per vedere esempi di ciò che può andare storto quando le “nozioni occidentali” di responsabilità e trasparenza vengono applicate a società molto gerarchizzate, dove la lealtà verso la famiglia, la tribù ed il capo storico prevale su tutto il resto. Un esempio su tutti, quello delle isole Fiji, scosse da quattro colpi di Stato da quando hanno ottenuto l’indipendenza, nel 1970.

Il Regno di Tonga non avrà gli stessi ostacoli da superare delle Fiji, e la sua popolazione è più omogenea, tuttavia, l’arcipelago ha altri problemi: un elevato tasso di disoccupazione, un’economia ad un punto morto (e che dipende, in modo preponderante, dal denaro inviato dai tongani espatriati in Nuova Zelanda, Stati Uniti ed Australia, una famiglia reale a capo dei monopoli di Stato, la concentrazione delle terre in mano alla nobiltà e le grandi attese generate dalle riforme politiche.

La transizione verso una democrazia costituzionale era attesa da tempo, ma mantenere l’equilibrio e la coesione sociale in un contesto così volubile non sarà facile per il nuovo Primo ministro del Tonga. Chiunque egli sia.


Il meraviglioso Regno di Tonga
Caricato da LuisB.

Approfondimento

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Scritto: da Luis Batista



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Rivoluzione di palazzo nel Regno di Tongaultima modifica: 2010-12-21T20:44:00+01:00da bellefotoblog
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