Filippine: la questione del divorzio non smette di dividere

2292726329_6457593d78.jpgUn po’ di tempo fa ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con la mia amica Marilyn, 30 anni, sposata da meno di due anni quando il suo matrimonio è andato a gambe all’aria.

Ma, come per numerosi altri filippini nella sua situazione, le possibilità di ottenere un divorzio sono poche. Le leggi d’ispirazione cattolica in vigore nel suo paese, infatti, – finalizzate a preservare il sacramento del matrimonio religioso – rendono illegale ogni forma di divorzio ufficiale nell’arcipelago.

2253509929_dcdf66c8ae_b.jpgMarilyn, oggi, ha una relazione con un Canadese che visita frequentemente, la sua intenzione è quella di chiedere un visto come “fidanzata” per potersi trasferire e di sposarsi una volta in Canada. Ma deve essere paziente: la sua domanda di annullamento (unica possibilità) è da oltre due anni tra le mani della burocrazia giuridica filippina, nota per la sua lentezza cronica. Senza contare che alcuni tribunali familiari di Manila hanno tassi di rifiuto di queste richieste del 95%.

Nel frattempo, Marilyn non può nemmeno scegliere di vivere con il suo nuovo compagno fuori da un legame matrimoniale, poiché, anche se separata dal coniuge, correrebbe il rischio, se denunciata, di una condannata a sei anni di prigione.

Un progetto di legge in corso d’esame al congresso, nelle Filippine, che mira a legalizzare il divorzio, ha portato la questione sotto i riflettori dei media e ci si aspetta che venga strenuamente sostenuto dai difensori dei diritti dell’uomo, molto presenti nel Parlamento, e dalle donne deputato, sempre più numerose.

Strana coincidenza: il progetto di legge viene presentato proprio nel momento in cui Kris Aquino la sorella – e famosa attrice – del Presidente delle Filippine Benigno “Noynoy” Aquino, sta lottando furiosamente per ottenere la separazione dal marito, il giocatore di pallacanestro James Yap,  dopo cinque anni di matrimonio.

Sono più di trent’anni che i deputati filippini tentano di legiferare sul divorzio. Invano. Ogni volta, la chiesa cattolica – molto influente – si è opposta, vanificando le iniziative, in mancanza di difensori attivi, in un congresso a dominanza maschile.

PHO-09Jun15-166373.jpgIl ruolo chiave della chiesa cattolica nel dibattito sul divorzio la dice lunga sul potere – politico e sociale – che la stessa esercita in un paese che conta l’85% di cattolici praticanti. La Chiesa è percepita come una roccaforte d’autorità morale, per una popolazione che ha subito per decenni un regime repressivo e corrotto.

Quest’influenza traspare, ad esempio, nella crociata che l’arcivescovo in pensione sta attualmente combattendo contro le scommesse truccate, organizzate o protette da funzionari statali disonesti.

Allo stesso modo, però, la Chiesa viene vivamente criticata per il suo sostegno a favore delle misure di pianificazione famigliare e sulle questioni legate alla procreazione e le viene rimproverato di aver favorito, con il proprio incoraggiamento, una crescita demografica libera, che contribuisce pesantemente alla povertà cronica e al forte tasso di disoccupazione. [Le Filippine sono al momento il 12° paese più popolato al mondo, con 90 milioni di abitanti, che arriveranno a 140 milioni nel 2040, se nessuno strumento verrà intrapreso per controllare le nascite].

Recenti sondaggi indicano che le donne sono più favorevoli degli uomini alla legalizzazione del divorzio: il 40% delle donne sosterrebbe questo progetto di legge, contro soltanto l’8% degli uomini. Per spiegare questa riserva maschile, alcuni evocano addirittura l’ipocrisia di una cultura che vede, nel numero di amanti di un uomo, il segno del suo successo sociale.

“Sembra che le amanti abbiano acquisito una certa rispettabilità, e che le mogli debbano restare ‘discrete e fedeli’ e sopportare la loro sorte per il bene della famiglia”, scrive la cronista Julie Yap Daza nel suo best seller “Etiquette for Mistresses… and what wives can learn from them” (Il galateo delle Amanti… e ciò che le mogli possono imparare da loro).

11(1).jpgUn’altra ragione è sicuramente di ordine finanziario: la legalizzazione del divorzio autorizzerebbe nuovi matrimoni, ma aprirebbe la via a domande di pagamento di alimenti presso i tribunali per i figli nati da matrimoni disfatti, obbligo al quale, oggi, possono sottrarsi numerosi uomini separati.

Per le coppie filippine in crisi, quindi, oggi ci sono solo la separazione legale e l’annullamento del matrimonio. Il primo caso, tuttavia, non scioglie il matrimonio e nessuno dei partner ha la possibilità di risposarsi. Non solo, gli ex coniugi possono essere accusati, se vivono con qualcun’altro, di adulterio o, addirittura, di concubinaggio, offese suscettibili di arresto e di prigione. Le ragioni di separazione legale comprendono l’omosessualità, la violenza fisica ripetuta e l’abbandono.

L’annullamento del matrimonio, invece, può essere richiesto se celebrato illegalmente per ragioni diverse, ad esempio se uno dei coniugi sia stato minore di 18 anni il giorno delle nozze o se si tratta di un’unione incestuosa. Il matrimonio può essere anche legalmente sciolto se il consenso di uno dei coniugi sia stato ottenuto in modo fraudolento, in caso di dissimulazione di una condanna penale precedente, di non divulgazione di uno stato di  tossicodipendenza o di gravidanza non dichiarata con un altro partner.

E così non è un caso se sempre più coppie scelgono di vivere in una situazione di “concubinaggio”, come testimonia la continua diminuzione dei matrimoni religiosi, mentre  sono sempre più i filippini che decidono di sposarsi lontano dal suolo nazionale, approfittando del vuoto giuridico che riguarda i divorzi all’estero.

PH2007030301428.jpgI divorzi ottenuti all’estero tra due cittadini filippini, infatti, non sono riconosciuti dalle autorità Filippine, ai sensi “del principio di nazionalità”, che lega i filippini alle leggi nazionali riguardanti i diritti e doveri familiari.

Nella sua forma attuale, il progetto di legge sul divorzio prevede un insieme di motivazioni che possano condurre alla dissoluzione del legame di matrimonio: assenza di vita comune da cinque anni, incapacità psicologica, disaccordi insuperabili, ecc. E, contrariamente a ciò che possono temere Chiesa e conservatori, la legalizzazione del divorzio potrebbe, di fatto, incoraggiare le coppie a sposarsi.

Nel frattempo, la mia amica Marilyn e migliaia di altri come lei, devono accontentarsi di sperare che un tribunale accetterà la loro richiesta di annullamento per potersi rifare una vita.

Approfondimento

Wikipedia: Le Filippine Powered by Virgilio Sapere

Scritto: da Luis Batista



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Filippine: la questione del divorzio non smette di dividereultima modifica: 2010-12-14T18:59:00+01:00da bellefotoblog
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