Australia: farsi amici e farsi nemici

r543512_3170435.jpgNel mondo della diplomazia il “potere morbido” – i valori che una nazione trasmette attraverso la propria popolazione e cultura – è molto più potente del “potere duro”, o della forza militare.

Questo perché, se un paese desidera influenzarne altri e farsi degli amici nel mondo, è molto più facile avere successo se l’immagine di quella nazione all’estero è positiva. In questo contesto, quindi, l’Australia ha oggi qualcosa di cui preoccuparsi: una nuova indagine sull’immagine globale percepita, pubblicata a New York la scorsa settimana, dice che mentre l’Australia si colloca nelle “top 10” in termini di immagine in generale (gli Stati Uniti si piazzano al primo posto), l’immagine del paese agli occhi di potenze emergenti come l’India, la Cina e il Brasile come una società tollerante e liberale ha subito un contraccolpo, a causa della percezione della nazione come di propensa alla xenofobia.

home-j24.jpgL’indice Anholt-GFK Roper Nation Brands (NBI) del 2010 è stato brevemente presente sui media, la scorsa settimana, principalmente a causa dell’economista e ricercatore Simon Anholt – l’indipendente autore dell’annuale relazione in oggetto – che ha definito l’Australia come “l’oca giuliva” del mondo. Ma i risultati emersi riguardo la “terra down-under” dovrebbero essere spunto di seria riflessione, sia da parte dei politici che della comunità, poiché fanno presagire una crescente perdita di lucentezza di una delle maggiori forze diplomatiche da sempre del continente australe: avere pochi nemici, qualità che consente al paese di essere preso sul serio sul palcoscenico internazionale.

L’NBI “misura” l’immagine di 50 nazioni e le informazioni sono raccolte da interviste condotte con circa 20.000 adulti in tutto il mondo. In altre parole, i risultati dell’indice Anholt-GFK Roper possono essere presi sul serio.

Anholt, parlando la scorsa settimana ad una conferenza universitaria a Sydney, ha sottolineato come l’India, una delle potenze emergenti del 21° secolo, coltiva un’opinione piuttosto bassa dell’Australia. Secondo gli Indiani intervistati, l’Australia si colloca al 46° posto su 50 in termini di “nazione ospitale” e in merito alla equità sociale l’Australia è scivolata, nell’opinione, dal 7° al 34° posto. Secondo Anholt, “l’Australia, nella percezione del popolo Indiano, è considerata un paria, uno “stato canaglia”.

42-24179022.jpgLe ragioni per la pessima immagine in India sono palesi: l’ingiusto arresto, con l’accusa di terrorismo, del dottore indiano Mohammed Haneef nel 2008 e una serie di terribili aggressioni nei confronti di studenti indiani a Melbourne e a Sydney lo scorso anno hanno ricevuto molte  attenzioni sui media indiani.

Per dirla con le parole dell’esperto di diplomazia dell University of Southern California Nicholas Cull: “Crescenti ranghi di canali via cavo di news, in India, hanno scoperto quanto le storie che parlano del razzismo australiano portino grandi audience. Non solo, l’idea della cattiveria degli australiani è ora così radicata che l’ultimo film di Bollywood, Crook, racconta le avventure di un giovane indiano in un’Australia piagata da razzismo e squallore. Questa è una bomba a orologeria innescata!”.

Ma non sono solo gli Indiani, oggi, ad essere più cauti nel considerare l’Australia come una destinazione accogliente, secondo il rapporto dell’NBI. Anche tra i brasiliani e i cinesi l’immagine del continente si sta appannando.

E non è difficile immaginare come l’ampiamente pubblicizzata linea dura presa dall’Australia nei confronti di chi cerca asilo contribuisca non poco alla diminuzione dell’immagine positiva della nazione in alcune parti del mondo.

Qualcuno, in Australia, potrebbe pensare “chi se ne importa di cosa il resto del mondo pensa di noi? Abbiamo abbondanza di risorse naturali e come destinazione turistica ci sono pochi paesi che ci possono essere rivali in bellezza e diversità”.

Ma l’Australia è più che una miniera, l’Harbour Bridge o una spiaggia da surf. L’Australia è una nazione sviluppata che dovrebbe avere e mantenere un ruolo attivo nel dar forma agli eventi internazionali, in una serie di argomenti come il cambio climatico, i liberi scambi e i diritti umani.

australia-day.jpgMa per una potenza “peso-medio”, come l’Australia, è fondamentale assicurarsi che il mondo continui a percepirla come una società sofisticata, tollerante ed educata, per poter pensare di avere un impatto serio sul palcoscenico globale. Buona parte della considerevole influenza internazionale detenuta dal Canada nei decenni scorsi è dovuta al fatto che la sua immagine corrisponda alla realtà e si mantenga positiva e coerente sia nei fatti che nelle parole.

L’immagine dell’Australia si costruisce anche con tutti i messaggi che escono dai loro confini, incluse le lettere, le telefonate, i tweets e le email dei turisti, di coloro che richiedono asilo, degli immigranti, degli studenti internazionali… e così il trattamento che ricevono quelli che arrivano sulle coste “down under” oggi determina inesorabilmente l’influenza che il paese potrà avere domani sullo scenario globale.


In giro per l’Australia – Sydney
Caricato da LuisB

Approfondimento

Wikipedia: L’Australia Powered by Virgilio Sapere

Documento: Australian cities in an international context by Infrastructure Australia (file format Pdf)

Link: Nation Brands Index by Simon Anholt

Scritto: da LuisB



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Australia: farsi amici e farsi nemiciultima modifica: 2010-10-26T20:33:00+02:00da bellefotoblog
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