La Cina la salvezza degli orologi svizzeri

279_3.jpgNella Confederazione Elvetica è uno dei segreti di Pulcinella: senza l’esistenza del mercato cinese, l’industria degli orologi svizzeri sarebbe ridotta male.

Lo sanno tutti: il 2009 è stato disastroso per gli affari delle tradizionali manifatture elvetiche e le cifre della Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera parlano da sole. Nel 2009, il mercato americano – primo importatore di orologi “Swiss made” fino al 2008, a discapito di Hong Kong – è stato colpito in pieno, con una perdita vertiginosa del 38%.

U320P8T1D87339F75DT20040225033022.jpgIl mercato cinese, per contro, seppur anche esso vittima della crisi, accusava un ribasso minore nell’importazione di orologi svizzeri: “soltanto” il 15%. Nello stesso anno, la totale cifra delle esportazioni di orologi è scesa di 4,4 milioni in volume e del 22% in valore, per stabilizzarsi a 13,2 miliardi di franchi svizzeri.

Ne consegue che Hong Kong conferma oggi il suo posto di leader nella produzione e la Cina continentale – ormai settimo mercato orologiero mondiale – è diventata l’Eldorado dei marchi, particolarmente di quello del comparto lusso: nel 2000, la nazione assorbiva lo 0,2% del mercato orologiero mondiale, contro il 2,7% nel 2005. Nel 2009, il rapporto è passato al 5,3% e tutto lascia pensare che a breve la Cina supererà il Giappone (6°) e la Germania (5a).

Esistono decine di conferme di questo aumentato “potere”: l’anno scorso, il mondialmente rinomato brand Omega ha scelto l’attrice cinese Zhang Yiyi come sua ambasciatrice, mettendola sullo stesso livello pubblicitario di George Clooney e Nicole Kidman. Nulla di strano, in fondo: con 180 negozi ed il 25% del proprio fatturato realizzato tra Hong Kong, Taiwan e Cina continentale, il marchio Omega si colloca al primo posto in questo mercato in piena esplosione. Altri esempi: Montblanc ha recentemente scelto di sostenere il pianista “ultra trendy” Lang Lang, mentre Oris fa la stessa cosa con l’artista Liu Bolin.

_MG_1969web.jpgOvviamente, questo cambiamento negli equilibri d’acquisto non è senza conseguenze per quanto riguarda i prodotti: i gusti dei cinesi in materia di orologi differiscono notevolmente da quelli occidentali. In breve, il mercato cinese è – al momento – poco ghiotto di orologi sportivi in acciaio: da Pechino a Shanghai, si preferiscono modelli eleganti, in oro o in altri metalli preziosi. Negli ultimi due anni, la moda ha resuscitato modelli molto classici, piatti e relativamente piccoli, tuttavia ora le tendenze non possono più non tener conto del “parametro cinese”.

In sintesi: le grandi maison orologiaie svizzere ricoprono, oggi più che mai, il ruolo di player globali e, se sicuramente non disegnano i propri modelli in funzione di questo o quel mercato, non si può tuttavia non prendere atto del grande interesse di molte grandi imprese nei confronti del crescente mercato cinese.

Anche perché ogni volta che un cittadino cinese acquista un orologio “Swiss Made”, contribuisce ad allungare la vita (e la prosperità) della distante – e puntuale – Svizzera.


Lang Lang omaggio à Frédéric Chopin
Caricato da LuisB

Scritto: da LuisB



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La Cina la salvezza degli orologi svizzeriultima modifica: 2010-10-19T18:12:00+02:00da bellefotoblog
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