Corea del Nord: l’ultima dinastia comunista

610x5.jpgUn’assemblea straordinaria del congresso del Partito dei Lavoratori Coreani (WPK) si è tenuta lo scorso 28 settembre 2010 nella grande Mansudae Assembly Hall di Pyongyang, Corea del Nord, durante la quale il “Caro Leader” Kim Jong-il è stato riconfermato segretario generale. In quest’occasione il dirigente nordcoreano dalla salute vacillante ha nominato alla carica di generale il terzogenito, Kim Jong-un, di soli 27 anni: un erede designato alla testa dell’unica “dinastia comunista” al mondo.

610x1.jpgL’agenzia stampa ufficiale nordcoreana, la KCNA, ha inoltre precisato che insieme a Kim Jong-un, è stata nominata generale a quattro stelle anche la sorella del dirigente nordcoreano, Kim Kyoung-hui, che ora gode così degli stessi ranghi riservati agli alti dirigenti della nomenclatura militare, cosa mai avvenuta prima, nel paese, a una donna.

L’annuncio è stato dato alcune ore prima dell’inizio dell’assemblea straordinaria dei dirigenti del partito al potere a Pyongyang, la più importante negli ultimi 30 anni. Il neo-generale Kim Kyoung-hui, 64 anni, nota come la “lady Macbeth di Pyongyang”, è la moglie di Jang Song-thaek, l’uomo considerato come il più potente del regime dopo Kim Jong-il da giugno nel ruolo di vicepresidente della Commissione nazionale di difesa. La maggior parte degli analisti ritiene che la donna, che controlla il ministero dell’industria leggera del paese, e suo marito, potrebbero, di fatto, costituire una sorta di “reggenza” per il giovane – e inesperto – delfino, nel caso in cui Kim Jong-il muoia o debba abbandonare completamente il potere per ragioni di salute.

Kim Jong-il, che oggi ha 68 anni, che si ritiene esser stato colpito da ictus nell’agosto del 2008 e alle prese con malanni gravi e cronici, e da allora, ha – apparentemente – accelerato i preparativi necessari ad assicurarsi che il potere supremo rimanga nelle mani della famiglia.

610000x.jpgQuesta assemblea del partito dei lavoratori, definita “storica″ da KCNA, era inizialmente prevista per l’inizio di settembre. Secondo fonti nordcoreane, per l’occasione, Pyongyang ha preparato la sfilata militare più imponente della storia. L’ultima riunione dei vertici del partito risale al 1980 ed era stata organizzata per confermare Kim Jong-il come successore del padre, Kim Il-sung, fondatore dello Stato e primo presidente morto nel 1994.

L’entrata in scena del giovane generale dovrebbe essere accompagnata da un’intensa campagna di propaganda per consolidare la sua legittimità presso i 23 milioni di abitanti del paese, da sempre chiuso a riccio nei confronti del resto del mondo. Come inizio, sarà distribuito il ritratto ufficiale del giovane, del quale si conoscono soltanto alcune rare fotografie da bambino e quella semi ufficiale distribuita dall’agenzia stampa ufficiale, nella quale appare vestito di nero insieme ad altri generali, durante il congresso che lo ha visto promosso a generale.

Ma il “condizionamento” della popolazione è cominciato già da molti mesi, al riparo dagli sguardi stranieri. Sull’esempio paterno, pare sia già iniziata la distribuzione, all’interno dell’università di Pyongyang, di un libro che racconta la storia del futuro capo: è quanto rivela una studentessa del quarto anno di studi esteri, che ha già imparato una canzone in suo onore. “È un soldato, è molto intelligente e molto giovane”, ha confidato la giovane in forma anonima a un giornalista giapponese del quotidiano Mainichi Shimbun.

610x6.jpgRimane, tuttavia, un mistero la scelta di Kim Jong-un, che ha sancito l’esclusione definitiva dei suoi due fratelli maggiori dalla corsa alla successione. Figlio di una danzatrice, morta di cancro nel 2004 a Parigi, secondo fonti della stampa estera e indiscrezioni trapelate da varie agenzie di sicurezza asiatiche e statunitensi, il giovane delfino avrebbe studiato alcuni anni a Berna in Svizzera e parlerebbe inglese e tedesco. Rientrato nel paese, ha studiato all’università militare Kim Il-sung, si ritiene assomigli al padre per aspetto e personalità. La sua formazione militare sarà un vantaggio che potrà in parte compensare la sua giovane età, principale handicap in una cultura confuciana che privilegia l’anzianità, anche se il dittatore in erba potrà contare sulla protezione della “zia generale” Kim Kyong-hui, e sul di lei marito Jang Song-thaek per garantirsi la reggenza. Questo, ovviamente, se non ci saranno giochi di potere nascosti alla stessa famiglia e ai suoi alleati.

north-korea-army7.jpgNel frattempo la questione “Corea del Nord vs Corea del Sud” si complica, anche a causa dell’alleanza militare tra quest’ultima e gli Stati Uniti, dopo il recente declassamento di documenti segreti del Pentagono e C.I.A. che dimostrano che gli Stati Uniti avevano studiato, in passato, la possibilità di attacchi nucleari contro la Corea del Nord. Questo ha portato il portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano a dichiarare che “la Corea del Nord aveva ragione quando decise di migliorare ed incrementare il proprio arsenale nucleare come deterrente nei confronti di potenziali aggressioni nucleari esterne”. Inoltre, i recenti – nonché pericolosi –  avvenimenti nella penisola coreana confermano agli occhi dei “falchi” delle gerarchie militari la necessità, per la Corea del Nord, di sviluppare il proprio arsenale e di rinnovarlo con nuove metodologie di sviluppo contro la minaccia militare statunitense.

Di certo c’è che l’arsenale nucleare di Pyongyang si basa su testate al plutonio e uranio, tuttavia il regime comunista, lo scorso maggio, ha annunciato di poter produrre una tecnologia nucleare capace di essere utilizzata per la realizzazione di una bomba ad idrogeno. Gli esperti occidentali rimangono scettici, al riguardo, definendo la notizia come una colossale bufala in quanto la tecnologia per la realizzazione della fusione nucleare richiede ancora decenni di sviluppo ed ingenti investimenti economici.

north-korea-army2.jpgSebbene la Corea del Nord sia guidata secondo l’ideologia politica della Juche, ovverossia dell’autosufficienza che mescola elementi di comunismo e autarchia con una forte dose di valori confuciani, a esaltare il legame ideale tra padre e figlio comemodello per tutte le relazioni umane e sociali, anche tra governanti e governati, la prima prova di forza diplomatica per Kim Jong-un sarà con il partner storico, la Cina, che vede nella Corea del Nord una pedina strategica nel risiko della geostrategia politico-militare asiatica e che non ha alcuna intenzione di abbandonare, ma che – anche grazie alle pressioni internazionali – vedrà il governo di Pechino fare pressioni per trovare la soluzione a problematiche come quelle delle linea di frontiera con la Corea del Sud, gli armamenti nucleari e i relativi test.

Dopo la proclamazione della Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC) nel 1948, il governo cinese ha sempre sostenuto attivamente il regime di Pyongyang, sostegno che si manifesta in varie forme: aiuti alimentari, fornitura di prodotti energetici, vendita di armi, trasferimento di tecnologia nucleare.

Principale alleato commerciale e strategico della Corea del Nord, la Cina appare nettamente contraria alla rigorosa applicazione delle sanzioni internazionali, che potrebbero – in ultima analisi – far cadere il regime di Pyongyang e, di conseguenza, portare ad un afflusso incontrollato di profughi dai 1.300 chilometri di confine con il vicino comunista.

Senza titolo-1.jpgInoltre, la Cina non ha alcun interesse a mettere a repentaglio una relazione economica reciprocamente vantaggiosa: gli scambi bilaterali tra Cina e RPDC è arrivato a 2,8 miliardi di dollari nel 2008, un aumento di circa il 40% rispetto al 2007, mentre le esportazioni cinesi verso il paese di Kim Jong-il, lo scorso anno, hanno reso 2 miliardi di dollari. Non ultimo, come contropartita al sostegno politico internazionale che fornisce, la Cina ha ottenuto la gestione di diversi porti della Corea del Nord, fatto che fornisce un certo vantaggio rispetto ai concorrenti commerciali: Giappone e Sud Corea.

Da un punto di vista geostrategico, il sostegno alla Corea del Nord da parte dalla Repubblica Popolare Cinese garantisce, a quest’ultima, la presenza di una nazione amica alla frontiera nord-orientale, una zona cuscinetto reale tra il suo territorio e quello della Corea del Sud, filo occidentale e democratica e nella quale sono distaccati (in diverse basi sul suolo coreano) circa 30.000 soldati e marinai statunitensi. Questo, quindi, permette alla Cina di ridurre il suo dispiegamento militare nella regione, per concentrarsi più intensamente sulla questione dell’indipendenza di Taiwan. Inoltre, la fedeltà univoca della Corea del Nord alla Cina offre, a quest’ultima, un baluardo contro il dominio militare degli Stati Uniti e la concorrenza economica del Giappone.

Ma anche l’arci-nemico Corea del Sud, non ha interessi a indebolire il regime di Kim Jong-il, poiché non ne avrebbe che svantaggi: militarmente, la minaccia nucleare della Corea del Nord – che, è bene non dimenticare, è appoggiata dalla Cina – consente al governo di Seoul di giustificare la massiccia presenza militare americana sul suo territorio, il sostegno diplomatico di Washington. La grande riserva di armi statunitensi, inoltre, sostiene anche il paese nelle onerose spese per la difesa.

north-korea-army18.jpgLo stesso vale per la questione, sempre aperta, della riunificazione dei due Stati: è difficile dimenticare che il desiderio di promuovere la riunificazione con il vicino Nord, è in gran parte stemperato dalla paura delle difficoltà economiche e sociali che il Sud si troverebbe ad affrontare, rischiando di finire in difficoltà per generazioni.

La difficile riconversione del tessuto industriale e infrastrutturale della Corea del Nord – la cui economia è una delle più sinistrate del pianeta – potrebbe portare in un breve lasso di tempo alla riduzione di produzione e competitività delle imprese della Corea del Sud, o causare un rapido collasso degli investimenti diretti esteri e la creazione di una nazione a due velocità di marcia. In questo scenario, il costo della riunificazione della Corea, dipinto con i colori della pura fantasia finanziaria, oscillerebbe, secondo gli esperti, tra i 25 e i 3500 miliardi di dollari.

Anche questa sarà una sfida titanica per il nuovo signore della “terra piana” (questo significa Pyongyang) il regno della dinastia del “Grande Leader” Kim Il-sung.

Approfondimento

Wikipedia: La Repubblica Democratica Popolare di Corea Powered by Virgilio Sapere

Credits: fotografia © Eric Lafforgue

north-korea-army7.jpgnorth-korea-army2.jpgSenza titolo-1.jpgnorth-korea-army18.jpg

 

 

 

Scritto: da LuisB



La cultura dell’Asia e dell’area del Pacifico, le loro tradizioni, la politica e l’economia del quadrante, la loro arte, la loro storia e la loro filosofia ti affascinano e sei sempre alla ricerca di informazioni o di chiarimenti? Su Virgilio Genio trovi le risposte migliori e le persone più esperte per risolvere i tuoi quesiti.


Codice QR dell’articolo: Corea del Nord: l’ultima dinastia comunista.

qrcode

QR Code Generator / Info, Supporto & FAQ





Disclaimer

Asia Focus non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2001 e nella fattispecie non è sottoposto agli obblighi previsti dalla legge n° 47 dell’8 febbraio 1948.

L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né del contenuto dei siti ad esso collegati.

Alcune, immagini e materiale multimediale in genere inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, si prega di comunicarlo via e-mail e saranno immediatamente rimossi.

 

Corea del Nord: l’ultima dinastia comunistaultima modifica: 2010-09-28T00:05:00+02:00da bellefotoblog
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento