In Bangladesh, una morte su cinque è causata dall’arsenico

42-21509273.jpgAlcuni mesi fa, Atiq ha notato delle macchie marroni apparirgli sulle braccia e sul petto. Atiq è un agricoltore di circa cinquant’anni, ed era del tutto ignaro del fatto che l’acqua raccolta tutti i giorni nel pozzo del suo giardino fosse contaminata all’arsenico, un elemento chimico altamente tossico. Atiq, che vive con la sua famiglia in una capanna di latta, in mezzo alle risaie, si lamenta, a volte, di essere stanco. Atiq ignora di essere malato di cancro.

“E comunque, purtroppo, il fatto di saperlo non cambierebbe assolutamente nulla: non c’è un ospedale nei dintorni in grado di curarlo e in ogni caso i trattamenti e i farmaci sarebbero troppo costosi per lui″, mi spiega, addolorato, il dottor Alauddin Ahmed, del centro medico della Columbia University di New York. Nel 2000, l’università ha creato una clinica nella zona di Araihazar, in Bangladesh, a due ore di strada dalla capitale, Dacca, al fine di studiare gli effetti dell’acqua contaminata sulla salute dei 12.000 circa abitanti di quelle zone rurali interne.

42-21509235.jpgUno studio, pubblicato a luglio 2010 nella autorevole rivista medica The Lancet, rileva che metà dell’intera popolazione bengalese consuma acqua nella quale la concentrazione di arsenico è superiore alla norma e ai livelli accettabili, causando quindi malattie come il cancro, il diabete e patologie cardiovascolari. Secondo questo studio, nel Bangladesh, una morte su cinque è dovuta all’arsenico presente nell’acqua. La popolazione di questo paese, quindi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è vittima “della più importante contaminazione di massa della storia”.

“La dimensione e la gravità del problema sono cinquanta volte superiori a quelle di Chernobyl, ma attirano cinquanta volte meno attenzione″, sottolinea Richard Wilson, professore emerito e ricercatore di fisica all’università americana di Harvard e tra i fondatori dell’Arsenic Project, fondazione che si dedica a cercare soluzioni per risolvere il problema dell’avvelenamento da acqua contaminata con arsenico nel sud-est asiatico.

Tutto cominciò negli anni ’60: per contrastare le epidemie di colera ed aumentare la produzione di riso, milioni di pozzi furono scavati, con l’aiuto finanziario di organizzazioni non governative (ONG). Negli anni ’90, gli scienziati scoprirono, troppo tardi, la natura letale di quest’acqua.

42-21509297.jpgL’arsenico, presente nel suolo allo stato naturale, diventa pericoloso quando raggiunge concentrazioni elevate nelle falde freatiche, a seguito di lunghi processi geologici e chimici. Circa un quarto dei 4,8 milioni di pozzi testati si sono rivelati, ad oggi, contaminati a livelli ritenuti pericolosi.

Inoltre l’avvelenamento da arsenico passa spesso inosservato, a causa della mancanza di sintomi: “Ciò che non provoca dolore non è percepito come pericoloso, e quindi, a volte, è difficile convincere gli abitanti di venire a farsi visitare alla clinica, poiché, per loro, è un giorno di lavoro perso”, confessa sconcertato il medico Tariqul Islam, responsabile locale della clinica della Columbia University.

Ogni volta che un abitante della zona di Araihazar muore, i ricercatori della clinica visitano la famiglia della vittima, per ottenere informazioni sui suoi trascorsi medici e per testare il tasso di arsenico nell’acqua che normalmente consumava, al fine di dedurre le cause del decesso. “Nelle popolazioni esposte a quest’acqua contaminata, il tasso di mortalità è superiore del 60-70% del normale″, rileva Habibul Ahsan, professore dell’Università di Chicago, che ha diretto lo studio pubblicato in The Lancet.

Soluzioni limite

42-21509326.jpgCurare la contaminazione da arsenico è impossibile: una volta assorbita, la sostanza resta nell’organismo. E non essendoci medicinali utili, la clinica della Columbia sta provando gli effetti della vitamina E e del selenio, al fine di migliorare la resistenza dell’organismo alle conseguenze dell’arsenico. Ne consegue che, a tutt’oggi, la migliore soluzione (nonché l’unica) rimanga la prevenzione, ottenibile sia scavando pozzi più profondi – e dunque costosi – in strati acquiferi sani, sia filtrando l’acqua dei pozzi contaminati.

Tuttavia, le riserve in acqua del Bangladesh – uno dei paesi più densamente popolati al mondo – non sono illimitate. Anzi. Le riserve acquifere non sono sufficienti. Nel Sud-Est del paese, in cui l’acqua dei fiumi è salata, gli abitanti stanno iniziando a raccogliere le piogge dei monsoni, una soluzione non facile e comunque limitata, poiché non è applicabile nel resto del paese, a causa della necessità di vasti serbatoi e della loro manutenzione.

In occasione della propria “rivoluzione verde”, il Bangladesh ha aumentato la superficie delle risaie, al fine di provvedere al nutrimento della popolazione. Tuttavia la coltivazione di un chilo di riso richiede 4 metri cubi di acqua.

“Non è ancora stato provato che il riso irrigato con acqua contaminata da arsenico sia pericoloso per la salute, ma sappiamo invece già che la contaminazione riducie la produttività delle risaie”, spiega Yann Zheng, incaricato delle questioni dell’acqua all’ufficio del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) a Dacca. E ci sono ricercatori che lavorano alla creazione di varietà di riso geneticamente modificato per resistere all’arsenico.

Diciotto mila filtri per acqua per utenza domestica, che costano circa 100 dollari (79 euro), sono venduti ogni anno alle ONG, che le ridistribuiscono a prezzi moderati agli abitanti dei villaggi più a rischio.

42-21509247.jpgMa la cosa più difficile è convincere la popolazione ad utilizzarli. “Anche se capiscono che l’arsenico è pericoloso, non cambiano le loro abitudini”, testimonia Yann Zheng, “sono abituati a consumare la stessa acqua da decine di anni e non ne vedono ancora le conseguenze”. Non riescono ad associare la contaminazione da arsenico a una malattia che uccide. La situazione è così grave che l’UNICEF sta progettando di rivolgersi a psicologi specializzati nei cambiamenti di comportamento.

A discarico degli abitanti, bisogna riconoscere che l’utilizzo dei filtri può rivelarsi limitato e limitante: alcuni filtri cessano di essere efficaci già dopo alcuni mesi, altri non riescono ad eliminare l’arsenico da un’acqua troppo contaminata.

E dunque spesso i “filtri” non sono altro che secchi riempiti di sabbia, con gli annessi  rischi di contaminazione da batteri e delle malattie che questo comporta. E, addirittura,  alcuni abitanti si rifiutano di consumare un’acqua meno fresca e dal gusto diverso, alla quale non sono abituati.

In sintesi: L’acqua mortale dei pozzi

Acqua potabile: il 97% della popolazione rurale bengalese si rifornisce in pozzi.

Popolazione: Su 145 milioni di bengalesi, 35 milioni bevono acqua la cui concentrazione in arsenico supera la soglia limite di 0,05 mg/l accettata come limite massimo tollerabile in Bangladesh. Se, invece, si considera il livello massimo di arsenico accettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e cioè lo 0,01 mg/l, i milioni di bengalesi che accedono ad acqua contaminata sono 77. Più del doppio.

Perforazioni: Su 8,6 milioni di pozzi presenti in Bangladesh, il 55% sono stati testati: circa un quarto si è rivelato contaminato da arsenico.

Tabella clinica: L’acqua contaminata da arsenico provoca, tra l’altro, crisi cardiache, lesioni cutanee, cancro e disordini mentali nei bambini.

Ostracismo: Le vittime della contaminazione da arsenico sono spesso stigmatizzate ed escluse dalla propria comunità, in particolare quando soffrono di lesioni cutanee, poiché molti credono, a torto, che gli avvelenati siano contagiosi.


Arsenico: Il più grande avvelenamento di massa della storia
Caricato da LuisB

Approfondimento

Wikipedia: La Repubblica Popolare del Bangladesh Powered by Virgilio Sapere

Documento: The largest identified man-made environmental catastrophe presentazione e supplemento Fonte: Richard Wilson, D Phil., Harvard University

Documento: Arsenic exposure from drinking water, and all-cause and chronic-disease mortalities in Bangladesh (HEALS): a prospective cohort study Fonte: The Lancet, Volume 376, Edizione 9737, Pag. 252 – 258, 24 Luglio 2010

Scritto: da LuisB



La cultura dell’Asia e dell’area del Pacifico, le loro tradizioni, la politica e l’economia del quadrante, la loro arte, la loro storia e la loro filosofia ti affascinano e sei sempre alla ricerca di informazioni o di chiarimenti? Su Virgilio Genio trovi le risposte migliori e le persone più esperte per risolvere i tuoi quesiti.


Codice QR dell’articolo: In Bangladesh, una morte su cinque è causata dall’arsenico.

qrcode

QR Code Generator / Info, Supporto & FAQ





Disclaimer

Asia Focus non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7 marzo 2001 e nella fattispecie non è sottoposto agli obblighi previsti dalla legge n° 47 dell’8 febbraio 1948.

L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né del contenuto dei siti ad esso collegati.

Alcune, immagini e materiale multimediale in genere inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, si prega di comunicarlo via e-mail e saranno immediatamente rimossi.

 

In Bangladesh, una morte su cinque è causata dall’arsenicoultima modifica: 2010-09-21T20:13:00+02:00da bellefotoblog
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento