Piccole “perturbazioni” nell’ambito della coppia indiana

domestic-violence-malnutrition-india.jpgNella settimana tra l’8 e il 16 luglio 2010, 5 donne, provenienti da ambienti sociali diversi, sono state trovate morte, in circostanze misteriose, a casa dei propri suoceri, a New Delhi, la capitale dell’India.

La ragione di questi delitti? “In tutti i cinque casi, le famiglie delle vittime hanno fatto presente che le loro figlie, da mesi, erano assillate dai suoceri poiché non avevano pagato la totalità della dote promessa˝, hanno comunicato le forze dell’ordine al giornale Hindustan Times.

2002931359_d90c740fa5_b.jpgRiassumendo: dall’inizio del 2010, la polizia della capitale indiana ha denunciato 66 casi di omicidi per dote non pagata. La maggior parte delle vittime sono giovani donne sposate da poco.

La maggioranza di esse perisce nel fuoco, “in incidenti˝ la cui causa è raramente chiarita, scegliendo sia la polizia che i testimoni di tacere.

La frequenza di questi crimini sottolinea che il sistema della dote resta una realtà preoccupante in India, anche se è proibito dalla legge dal 1961 e questa pratica spiega anche gli aborti e gli infanticidi delle figlie femmine, che rappresentano un carico troppo pesante per le famiglie povere. Gli enormi sacrifici necessari per il matrimonio delle figlie – che richiedono spesso un indebitamento di molti anni – spiegano un vecchio proverbio indiano: “Educare una figlia, è come annaffiare il giardino del vicino˝.

India Family.jpgNel suo libro “Love Will Follow: Why the Indian Marriage Is Burning” (L’amore arriverà: perché il matrimonio indiano sta bruciando), lo psicologo e consulente matrimoniale Shaifali Sandhya racconta la storia di matrimoni finiti male, privilegiando la versione femminile.

Non per un ottuso femminismo, ma perché le ricerche che condotte su 400 coppie indiane in un arco di dodici anni, dimostrano chiaramente che in questa cultura è veramente la donna a dover sopportare principalmente ancora il peso del matrimonio. “Certamente, ho visto anche uomini che soffrono – riconosce – si fanno il sangue amaro per la loro famiglia, piangono sotto la doccia, ma restano eccezioni: in questo libro, il mio obiettivo era quello di individuare ed identificare le tendenze generali.˝

Lo psicologo sottolinea due cose. Innanzitutto, l’emancipazione delle donne indiane è una rivoluzione incompiuta che diventa, purtroppo, un’arma a doppio taglio per le coppie moderne: da un lato devono affrontare i problemi moderni, “da occidentali”, che riguardano il lavoro, il denaro, il sesso, problemi che affrontano con grandi difficoltà poiché sono contemporaneamente preoccupati da altre priorità, spesso legate a tradizioni antiche, come, ad esempio, quelle delle regole da rispettare nelle relazioni con la famiglia del coniuge.

sorting-wheat-india_10926_990x742.jpg“Avevo alcune difficoltà con i miei suoceri, ma soprattutto mio marito aveva un complesso d’inferiorità nei miei confronti poiché avevo un lavoro di successo ed una bella carriera, mentre lui non riusciva negli affari. I miei suoceri, quindi, non hanno accettato il fatto che avessi scelto di partorire una femmina e non hanno voluto prendersene cura mentre lavoravo. Mio marito ha difeso la loro posizione e allora ho scelto il divorzio”‘ racconta Latika, che ha quindi scelto di crescere sua figlia da sola.

Anche il sesso è diventato un fattore importante per misurare lo stato di salute delle coppie: per il 64% delle persone intervistate è un aspetto “estremamente importante” del loro matrimonio. Secondo Shaifali Sandhya, con l’arrivo della pillola e degli altri metodi contraccettivi, la rivoluzione sessuale è riuscita a conquistare anche l’India: “il matrimonio è tradizionalmente un affare di famiglia, ma le coppie vogliono ormai limitare l’ingerenza famigliare. Sono alla ricerca di cinque cose: trovare l’amore, conquistare uno status sociale, diventare genitori, essere sessualmente soddisfatti e poter osservare il successo scolastico dei propri figli. La cosa che suscita maggiori conflitti è il concetto di “amore”: le donne desiderano condividere sensazioni con il proprio partner tra 1,5 e 2 volte più degli uomini, che, hanno meno richieste e si accontentano della volontà reciproca di vivere insieme.”

india-marriage-taboos-2010-7-11-10-15-2.jpgEcco perché il tasso di divorzio è decuplicato negli ultimi venti anni. Negli Stati Uniti, nel 66% dei casi sono le donne che avviano la procedura, mentre in India questa cifra passa all’80-85%. La stampa riporta tassi di divorzio in piena espansione: + 350% nel Kérala, + 200% a Madras e Calcutta. New Delhi, città campione in termini di matrimoni falliti, è chiamata “la capitale del divorzio”.

Discutere dell’interesse che il matrimonio ricopre in India resta, tutto sommato, un’assurdità, poiché questa istituzione rappresenta un momento chiave indispensabile nella vita di un adulto indiano: è, allo stesso tempo, la conclusione di un’istruzione ben riuscita e l’inizio di uno sviluppo adulto sereno.

L’idea che il matrimonio costituisca un passaggio indispensabile per proseguire correttamente nella vita adulta può essere illustrato, a volte, con situazioni estreme: una giovane donna originaria dell’Orissa è stata recentemente sposata ad un serpente (assente il giorno delle nozze), un’altra ad un cane (presente alle nozze). Un’altra ancora ha sposato il corpo del suo fidanzato dopo la morte di quest’ultimo in un incidente (e chissà se lo spirito dello sposo abbia partecipato alla cerimonia…)

india-10-25-06-divorce-law.jpgL’ossessione per il vincolo matrimoniale arriva al punto da far commettere vere e proprie pazzie. Così l’uomo d’affari miliardario Lakshmi Mittal ha affittato il castello di Versailles per le nozze di sua figlia, mentre nell’India rurale la dote può a volte raggiungere i due terzi dell’intero patrimonio della famiglia della ragazza.

Mentre la liberazione sessuale si scontra con gli obblighi culturali, è la classe media che porta il peso di questa nuova pressione, ed in particolare i giovani. Dopo gli studi superiori all’estero, una giovane donna indù annuncia al suo ritorno l’amore che nutre per un giovane pakistano e come conseguenza si ritrova prigioniera nella casa dei genitori a New Delhi.

Il celebre blogger Amit Varma ritiene che l’aumento dei divorzi sia un buon indicatore per misurare l’emancipazione delle donne indiane. “In India, – scrive – si impongono alle donne delle vere stupidaggini. Viene detto loro: Tu non sposi una persona, ma la sua intera famiglia. Si insegna loro a sacrificare la propria felicità per preservare l’unità della famiglia del marito. Scegliendo il divorzio, molte donne hanno acquistato sicurezza e deciso di rompere con questo modo di pensare per concentrarsi sulla propria espansione personale. Da questo punto di vista, mi rallegro dell’influenza dell’occidente.”

Wells14.jpgUn parere che non condivide assolutamente Aarti Mundkur, avvocato a Bangalore. “L’esplosione dei divorzi – afferma – non è il segno dell’emancipazione della donna, ne dell’indebolimento dell’istituzione del matrimonio, ma rivela solamente che il divorzio è diventato meno tabù. Grazie a piccoli cambiamenti concessi dalla legge, le donne possono interrompere un matrimonio più facilmente, senza dover, ad esempio, fornire prove di un adulterio. Ormai, è solo un po’ più facile per una donna vivere da sola, lavorare e affittare una casa: se queste condizioni fossero esistite prima, avremmo constatato tassi di divorzio comparabili.”

Lentamente, l’essere innamorati, nell’ambito della coppia, diventa più importante che mantenere a tutti i costi il legame familiare. Un’idea che mette in pericolo l’onnipotenza del matrimonio indiano moderno, che fa fronte alla concorrenza di altri modi di vita, come il celibato definitivo, l’adulterio compulsivo, il concubinaggio o il matrimonio libero. Poiché, anche se 90% degli indiani si dice “felice” nell’ambito della propria relazione di coppia, la maggioranza riconosce, tuttavia, che non sposerebbe la stessa persona o che non si sposerebbe affatto, se avesse nuovamente la possibilità di scegliere.

Indian_marriage.jpgA meno che non si sia pronti a gettare alle ortiche la nostra tradizionale concezione di matrimonio, faremmo meglio di abituarci all’idea della sua vulnerabilità, che è indissociabile dall’amore e dall’empatia. Ma, soprattutto, come fare a calmare il disagio, a volte inopportuno, che ci procura l’idea di formare una coppia? Con chi è realmente possibile la vita a due? Chi sarà quella o quello che resterà al mio fianco? Forse è possibile rispondere a queste domande cominciando nell’essere d’accordo sul migliore modo di schiacciare il tubo del dentifricio. E finire per concordare sul numero di telefono di un buon avvocato.


INDIAN WEDDING SONG/ RANI,AJAY

Approfondimento

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Scritto: da LuisB



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Piccole “perturbazioni” nell’ambito della coppia indianaultima modifica: 2010-08-31T00:00:00+02:00da bellefotoblog
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