Il Giappone e le manovre dello yen

42-15535755.jpgMi piacerebbe avere un euro – o 111.671 yen – per ogni volta che qualcuno mi ha chiesto: “Se il Giappone è un tale disastro fiscale, come mai la sua moneta non è ancora crollata?”

È una domanda corretta in riferimento ad un paese il cui debito pubblico è quasi il doppio dell’economia reale produttiva, in particolare alla luce degli sviluppi politici di questa ultime settimane, soprattutto dall’11 luglio scorso, quando il Partito Democratico del Giappone, che è alla testa del governo di coalizione, ha perso la propria maggioranza nella Camera Alta.

42-23979873.jpgUna battuta d’arresto per il premier nipponico Naoto Kan, un fermo sostenitore della riforma fiscale: si è temuto, infatti, che questo sconvolgimento politico potesse causare un deprezzamento dello yen e divenire un difficile ostacolo per l’applicazione della riforma fiscale.  E, di fatto, lo yen si è leggermente indebolito contro dollaro ed euro il 12 luglio, ma è stata una scossa contenuta. La battuta d’arresto è stata reale, ma la riforma fiscale è tutt’altro che morta. Un piccolo partito di opposizione riformista chiamato Minna no Tō (Il tuo partito) ha guadagnato 11 seggi durante le ultime elezioni, sufficienti a poter presentare la legislazione alla Diet (Kokkai è la legislatura bicamerale del Giappone).

Yoshimi Watanabe, leader del partito Minna no Tō ha concesso una serie di interviste nei giorni successivi, nelle quali ha chiesto pubblicamente alla Banca del Giappone di fissare un obiettivo d’inflazione programmata del 2%, aggiungendo che, in caso di risposta negativa, il governo e la Diet avrebbero dovuto prendere in considerazione la sostituzione dell capo della banca centrale. Ha anche detto che la banca centrale giapponese deve essere consapevole della forza dello yen e di tenere in considerazione che a volte la politica deve essere prioritaria nelle  decisioni.

“L’insufficiente distensione monetaria è stata la ragione per cui il Giappone non è riuscito a sbarazzarsi del suo gap deflazionistico. E oltre a questo non ho altro da dire”, ha affermato Watanabe ai giornalisti – anche se ho il sospetto che, in realtà, avrà ancora molto da dire nelle prossime settimane.

I-187-0207.jpgAl termine della riunione ordinaria di giovedì 15 luglio, la Banca del Giappone ha dichiarato di prevedere di aggiornare le proprie previsioni di crescita economica reale per l’anno fiscale iniziato ad aprile dal 1,8% al 2,5% circa. Ma anche di essere ampiamente convinta che sia opportuno mantenere il principale tasso d’interesse, attivo dal dicembre 2008, allo 0,1%.

Nelle prossime settimane sarà applicato un cambiamento alle normative dei margini fiscali di negoziazione in Giappone e ciò, probabilmente, porterà ulteriore sostegno allo yen: alcuni analisti stimano che il margine di negoziazione comprenda una quota tra il 20% con punte del 30% di yen negli scambi realizzati ogni giorno.

L’anno scorso la Financial Services Agency ha annunciato di voler fissare dei limiti sulla quantità e sui margini che gli investitori stranieri possono negoziare in yen, al fine di tutelare “la signora Watanabe” – nessun rapporto con il leader del partito Minna no Tō. Il cognome, abbastanza comune, è diventato il soprannome collettivo per gli investitori al dettaglio del Giappone, in un paese in cui le casalinghe sono spesso responsabili del bilancio familiare e delle decisioni di investimento.

Il piano prevede un leverage cap fissato a 50 volte l’ammontare iniziale di cassa impegnato a partire da agosto, ulteriormente tagliato a 25 volte l’anno successivo. Questo cambiamento al regolamento è stato apportato dopo una serie di denuncie dei media locali su come alcune di queste casalinghe avevano perso ingenti somme, negoziando centinaia di volte oltre il margine, l’importo minimo che erano tenute a investire in base alle somme iniziali depositate al momento dell’apertura del loro conto.

I-181-0430.jpgJP Morgan Securities di Tokyo ha stimato, in un report pubblicato nelle ultime settimane, che “I Signori Watanabe” sono in possesso di circa 6 trilioni di yen (69 miliardi euro) delle posizioni di medio termine in yen, quasi allo stesso livello del picco verificatosi nel 2007. Ma gli analisti non si aspettano una valanga che possa sconvolgere il mercato, quanto piuttosto solo qualche acquisto di yen derivante dalla nuova normativa. Ci si aspetta, inoltre che “gli Watanabe” rilassino le loro posizioni per conformarsi alle nuove norme.

Eppure il segnale più inquietante per le prospettive a lungo termine dello yen potrebbe essere già venuto alla luce: una relazione del quotidiano economico Nikkei pubblicata il 13 luglio 2010 rivela che, per la prima volta in nove anni, nell’anno fiscale finito lo scorso marzo, il fondo pensionistico pubblico ha venduto più titoli di Stato giapponese di quanti ne abbia acquistato, conseguenza dell’aumento dei versamenti, sia per il pagamento di dividendi, sia a beneficio e in sostituzione delle riserve monetarie erose.

Non c’è da stupirsi, quindi, che “i signori Watanabe” vogliano investire a breve termine in yen: forse sperano di poter di conseguenza negoziare il margine e, in questo modo, finanziare il loro pensionamento.

Approfondimento

Wikipedia: Lo yen . Powered by Virgilio Sapere

Scritto: da LuisB



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Il Giappone e le manovre dello yenultima modifica: 2010-07-20T10:00:00+02:00da bellefotoblog
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