Le compagnie aeree del Golfo all’assalto dell’Europa

Airbus_A380_Emirates_ILAberlin2010_01.jpgEmirates Airlines ha firmato un contratto per l’acquisto di 32 Airbus A380 supplementari. La compagnia aerea di Dubai, così, investirà 11,5 miliardi di dollari per implementare la sua flotta di grandi apparecchi: un ordinativo record nella storia dell’aeronautica civile.

Ma come fa a investire una somma cosi ingente in tempi di crisi economica mondiale?

200486.frankfurt_airport_rollverkehr.jpgEmirates, uscita dalla sabbia del deserto del Golfo arabico venticinque anni fa, oggi minaccia le compagnie storiche. Benché toccate dalla crisi, infatti, le compagnie del golfo mantengono uno sviluppo aggressivo.

Per molti è già un miracolo che Emirates detenga già ora più posti sui collegamenti intercontinentali che non Air France e British Airways assieme, considerando che il loro mercato interno è relativamente piccolo.

Lufthansa, ad esempio, ritiene che la propria offerta di posti sulle tratte intercontinentali del gruppo dovrebbe crescere del 4% dal 2009 al 2012, contro il 12% per le società del Golfo.

Questa concorrenza, fino ad oggi limitata ai voli verso Asia e Stati Uniti, si estende ora all’Africa, finora roccaforte di Air France e Lufthansa. Emirates propone già 16 destinazioni in Africa, Etihad Airways 7, e Qatar Airways 13. Le società del golfo si presentano tanto più minacciose poiché le loro proprietà non sono angustiate dalla necessità di una redditività immediata. Le compagnie aeree, infatti, sono, agli occhi dei manager del Golfo, la parte integrante di una più ampia strategia, strettamente legata al potenziale economico, finanziario e geopolitico dell’area, e sono così disposti a enormi investimenti, anche in virtù della funzione, delle linee aree stesse, di preziosa “vetrina” per gli Emirati.

DSC_1366.jpgNel frattempo, però, le speculazioni sulle capacità di Emirates di finanziare il suo ordine gigante si sprecano…

Tuttavia, non c’è nessun ″Mistero Emirates”: secondo uno studio della Arthur D. Little del 2007, le compagnie degli Emirati Arabi avrebbero in media costi del “30% inferiori” a quelli delle società europee storiche: i costi di personale sono inferiori del 48%, le spese di parcheggio sono al di sotto della media europea del 25%, ed i costi del combustibile inferiori del 20%.

La forza maggiore di Emirates, però, viene dalla diversità delle sue fonti di finanziamento. La società, infatti, avrebbe preso in prestito 17 miliardi di dollari in tredici anni: il 13% dei finanziamenti esterni provengono da prestiti obbligazionari, il 6% da fondi islamici e l’1% da “assemblaggi finanziari diversi”, il 25% è contratto presso banche, il 34% fa riferimento a leasing operativi (la società prende aerei in leasing e li riscatta a fine contratto) e il 21% è costituito dai crediti export.

Emirates_A380_2.JPGQuesta è la grande differenza tra Emirates ed i suoi concorrenti europei: la società di Dubai può beneficiare del sostegno all’esportazione delle banche dei paesi europei che sostengono Airbus, cosi come succede per gli istituti di finanziamento statunitensi che supportano Boeing, mentre una società come Air France non può beneficiare di un sostegno all’export per comperare i suoi Airbus.

Approfondimento

Wikipedia: Gli Emirati Arabi Uniti : Powered by Virgilio Sapere

Guida Viaggi : Emirati Arabi : by Virgilio Viaggi

Scritto: da LuisB



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Le compagnie aeree del Golfo all’assalto dell’Europaultima modifica: 2010-06-15T00:05:00+02:00da bellefotoblog
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