Come si scrive il futuro a Shanghai

3706279498_ac3826e458_o.jpgA due mesi e mezzo dall’apertura dell’Esposizione Universale, la megalopoli cinese ha già reso concrete le sue ambizioni di gigantismo: in decine di migliaia sono già attivi per preparare l’accoglienza di 100 milioni di turisti, molti i record architettonici e urbanistici già battuti. Insomma, si preannuncia un grande successo per questo “mostro” di lusso e di tecnologia che aprirà il 1° maggio 2010.

shangai skyl-1.jpgInfilarsi, anche solo virtualmente, dietro le palizzate del cantiere dell’Esposizione Universale, è un po’ come entrare nel camerino di una diva poco prima della sua entrata in scena: nulla è davvero pronto, ma si sente già nascere la magia dello spettacolo.

E così, sulla Via di Pudong, le costruzioni sembrano essersi spostate in la per lasciare il posto all’ingresso dell’area Expo: un imbuto maestoso di plexiglass e di metallo, alto quanto quattro piani, accoglie il visitatore fin dai primi metri, aprendo la prospettiva sul monumentale “boulevard dell’Expo”, il viale principale dell’area dedicata, che offrirà in primavera una passeggiata fino al bordo del fiume Huangpu.

Intorno, tutto è soltanto record. A destra si erge il padiglione cinese, che, dall’alto dei suoi 60 metri, schiaccia le costruzioni intorno… a solo una strada di distanza, il disco volante futuristico dell’entertainment center, con i suoi 18.000 posti, è già stato incoronato come il più grande teatro della Cina e a sinistra, il padiglione tematico sostiene, sui suoi 70.000 metri quadrati, il più grande tetto di pannelli solari del pianeta.

Al momento, sono circa 30.000 gli operai all’opera per chiudere il cantiere il più rapidamente possibile.

Una frenesia di progetti architetturali

3705655169_987e7c2a79_o.jpgChiaramente, Shanghai ha previsto le cose in grande. Fin dall’attribuzione dell’Expo, il comitato d’organizzazione aveva annunciato di voler attrarre almeno 70 milioni di ospiti, per essere sicuri di stabilire un nuovo record, battendo quella di Osaka del 1970. E gli sforzi della città non sembrano essere stati vani: sono già venti milioni i biglietti venduti e i pronostici di affluenza sono stati rivisti al rialzo e ci si aspetta che almeno 100 milioni di turisti vengano a scoprire l’area dedicata al tema ” città migliore, vita migliore “.

E poiché pare che le autorità cinesi non vogliano accontentarsi di fare solo record, l’Expo 2010 è divenuta anche l’occasione per Shanghai di ridefinire il proprio volto di città moderna e responsabile, lanciata sulla via di uno sviluppo sostenibile. L’esposizione universale ha permesso, infatti, di intraprendere lavori che hanno migliorato la qualità ambientale del decennio che si è appena completato e che avranno ripercussioni sul prossimo. Il lavoro si è moltiplicato dall’inizio degli anni ’90 e la “rinascita” di Shanghai – che usciva da trenta anni di “purgatorio” maoïsta – ha realmente preso corpo nel corso degli ultimi dieci anni. Spesso a dismisura. Nel 1998, la torre Jin Mao predominava dai suoi 88 piani il cielo cinese. Dieci anni più tardi, è il Shanghai World Financial Center (chiamato “l’apribottiglie” per la sua forma) a dominarne lo skyline, e che, con i suoi 93 piani su 492 metri rappresenta un nuovo record ed è l’edificio più alto della Cina.

donghai_bridge.jpgMa, quantomeno sulla carta, è già superato dal Shanghai Tower, che con 128 piani e un’altezza di 632 metri ruberà al World Financial Center, nel 2012, il suo primato. Entrambe le nuove torri cinesi sono state progettate grandi agenzie americane, anche se portano la firma di architetti francesi e italiani.

Quanto alle infrastrutture, l’approccio ha avuto lo stesso, frenetico piglio: in quindici anni, sono stati realizzati oltre 400 chilometri di vie di trasporti rapidi, dieci linee di metropolitana, ed uno strabiliante – ed unico al mondo – treno a sollevamento magnetico. Le fabbriche sono state cacciate dal centro e il primo campo di isole artificiali sta emergendo dalle acque nei pressi di un’altra realizzazione faraonica, il ponte di Donghai: 32 chilometri che collegano il porto al largo di Yangshan al continente.

Il secondo porto per volume di traffico dietro Singapore

Lujiazui_skyline,_Pudong,_Shanghai (1).JPGE la “grande diva” cinese non trascura l’importanza del trucco: nel centro di Shanghai, si smontano i ponteggi e rivelano poco a poco il nuovo viso della capitale economica. Le torri di piastrelle polverose guadagnano una seconda vita sotto uno strato di vernice beige, i condizionatori gocciolanti si nascondono pudicamente dietro a griglie discrete: Shanghai vuole fare bella figura e non si nasconde più, rinnegando il proprio passato di “Parigi dell’Oriente”.

E “l’operazione seduzione” funziona, la città attira un numero crescente di espatriati, consolidando la forza di Shanghai, che risiede nel suo dinamismo e che incanta gli uomini d’affari del mondo intero. È una città dove tutto è possibile: la gente non ha restrizioni mentali, non ci sono ostacoli e, quando ve ne sono, ci si salta sopra.

Fastest Train in the World Shanghai Maglev Train 581 KMPH-763687.jpgIl municipio ha investito 3 miliardi di euro per l’area dell’Expo, ma certamente dieci volte di più per il miglioramento estetico generale della città e per lo sviluppo delle infrastrutture e questo grande “repulisti” pre-Expo è soltanto l’inizio. La città manifesta grande ambizione per i prossimi dieci anni e si prefigge di diventare un centro finanziario e logistico internazionale di primo piano entro il 2020 e di poter fare concorrenza con i più grandi centri finanziari mondiali, che si fissano sul modello di Londra, la cui attività logistica è andata a vantaggio del settore finanziario. Oggi, Shanghai è già il secondo porto mondiale in volume, dietro a Singapore e, probabilmente, se non ci fosse stata la crisi ed il rallentamento delle esportazioni nel 2009, lo sarebbe già diventata.

Sul piano finanziario, invece, il cammino sarà più lungo: la sede della banca centrale e delle quattro grandi banche nazionali è sempre a Pechino, i mercati finanziari sono accessibili agli stranieri sotto condizioni molto restrittive, e soprattutto lo yen, la valuta cinese, non è convertibile… i prossimi dieci anni serviranno ad aggirare e/o demolire questi ostacoli.

I cittadini di Shangai sanno che dieci anni possono rappresentare un’eternità per quanto  i cambiamenti pianificati potranno cambiare la loro città e i più vecchi saranno obbligati a tenere il passo…

La Cina, terzo mercato mondiale del lusso

fascade at night.jpgAlcuni hanno lasciato la loro casa tradizionale per moderne torri in periferia. I giovani seguono più volentieri il passo di questa crescita e cedono volentieri alle lusinghe del consumismo e la loro passeggiata domenicale finisce spesso al centro commerciale. Con almeno cinque centri commerciali e due torri riempite di chioschi di prodotti informatici, un quartiere come quello di Xujiahui, a sud-ovest di Shanghai, non si svuota certo durante il fine settimana. E non è un caso che un gigante come Mattel abbia deciso di scommettere su questa città aprendo qui il suo più grande magazzino Barbie del mondo: un edificio di cinque piani interamente dedicato alla bambola manichino, per il piacere delle bambine, ma anche dei più grandi. Con una linea di abiti e di accessori, una spa e un’area di bambole da collezione, il marchio americano cerca chiaramente di fare presa su una clientela di giovani ragazze cinesi tra i 20 e i 30 anni, l’età alla quale, in Cina, le ragazze comprano le loro prime Gucci o Prada.

Secondo uno studio della Boston Consulting Group (BCG), i consumatori di marchi di lusso in Cina hanno tra i 25 ed i 35 anni. Questi giovani gironzolano volentieri sulla via di Nankin, dove le vetrine dei marchi di lusso si affiancano una all’altra: Ferragamo, Valentino, Dior, Hermès, Cartier, Louis Vuitton, Montblanc, Kenzo… quello cinese è il terzo mercato per i beni di lusso, dietro a Giappone e Stati Uniti, ma, da qui a cinque o sette anni, secondo il BCG, potrebbe assurgere al primo posto… del resto Shanghai sta lottando con forza per uscire dal suo status di megalopoli cinese e diventare una città d’influenza mondiale.

Approfondimento

Galleria fotografica ″Shangai” by © Jakob Montrasio

Wikipedia: Shangai. Powered by Virgilio

Scritto: da LuisB



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Come si scrive il futuro a Shanghaiultima modifica: 2010-03-09T19:25:00+01:00da bellefotoblog
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