Iran, quale regime?

hc-1.jpgLo scorso lunedì 15 febbraio 2010, il segretario di Stato americano, Hillary Rodham Clinton, ha definito il regime iraniano una “quasi-dittatura” militare.

Malgrado la signora Clinton abbia spesso un tono pacato e diplomatico, e malgardo parlasse ad un gruppo di studenti universitari, il suo discorso non è sembrato tanto una dissertazione accademica quanto una vera e propria presa di posizione.

Parlando agli studenti della Carnegie Mellon university di Doha, Qatar, un emirato del golfo arabo che mantiene uno stretto legame con l’Iran e che, al contempo, si definisce aperto alle politiche degli Stati Uniti (quanto meno sulla carta) ha, in quell’instante e con quel commento, lanciato un avvertimento: gli Stati Uniti ed i loro alleati prenderanno sanzioni contro l’Iran, particolarmente riguardo i Pāsdāran, ovvero i Guardiani della rivoluzione.

D787E290-665A-4D4F-94EA-0126DAA8EDD4_w527_s.jpgI “Guardiani della Rivoluzione” sono, di fatto, un “esercito pretoriano” di circa 325.000 uomini, composto da forze terrestri, aeree e navali… senza contare una cospicua truppa di miliziani… che è stato formato nel periodo successivo alla rivoluzione del 1979 per proteggere il regime islamista e le idee dell’ayatollah Khomeini.

Secondo Hillary Clinton sono i capi dei “Guardiani della Rivoluzione” i responsabili per il programma nucleare iraniano. E non vi è esperto che non ritenga questo programma in palese violazione degli impegni sottoscritti da Teheran, le cui potenziali finalità militari potrebbero provocare seri squilibri strategici nella regione e, di conseguenza, su scala globale.

Dalla prima elezione alla presidenza (nel 2005) di Mahmud Ahmadinejad, che è stato membro del gruppo, i “Guardiani della Rivoluzione” il loro potere non ha mai smesso di aumentare. Oggi non sono più solo una forza militare: sono una forza economica che controlla buona parte delle attività produttive e finanziarie del paese. Sono una forza sociale, che distribuisce alla popolazione una frazione delle entrate petrolifere. E sono una forza di polizia, attraverso le loro milizie.

f7c0af536d.jpgCon l’ascesa di Ahmadinejad, hanno marginalizzato il clero tradizionale. E, con il “semi-colpo di stato” del giugno 2009, quando Ahmadinejad ha proclamato la propria vittoria il giorno dopo uno scrutinio presidenziale contestato, hanno rotto il sistema di poteri e contro-poteri che caratterizzava la repubblica islamica. In breve, questo gruppo di elementi, formatosi durante la guerra contro l’Iraq (1980-1988), quando l’Iran era solo e debole, ha militarizzato e, in un certo modo, secolarizzato il regime.

Elite militar-teocratica, i dirigenti dei Guardiani hanno un’ideologia che si potrebbe definire “popolar-islamista” o “islamo-fascista”: in pratica un miscuglio letale di romanticismo politico, di razionalità tecnica, di freddo fanatismo e di devozione incondizionata. “Ipernazionalisti”, sono ora sul punto di trasformare l’ibrido sistema che era il regime islamico in una pura e semplice dittatura militare.

Ma sono certamente divisi. Ed il perdurante abuso di autorità che mettono in atto suscita la rabbia di molti iraniani. Rabbia che, nel breve, si potrebbe trasformare in una ondata di pura energia democratica che, anche a costo di vite umane innocenti, potrebbe gettare una nuova luce su tutto il quadro socio politico iraniano e dell’intera regione.

Scritto: da LuisB




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Iran, quale regime?ultima modifica: 2010-02-23T00:05:00+01:00da bellefotoblog
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