06/03/2012

I colloqui diretti riguardo al nucleare iraniano riprenderanno

iran,asia meridionale,geopolitica,democrazia,guardiani della rivoluzione,mahmud ahmadinejad,nucleare,politica,opinione,barack obama,israel,unione europeaPer la prima volta in oltre un anno, le potenze internazionali coinvolte nella controversia del nucleare iraniano hanno deciso di riprendere i colloqui con Teheran.

L'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea Catherine Ashton, infatti, ha risposto per conto di Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Germania e Gran Bretagna a una lettera da parte del negoziatore iraniano Saeed Jalili, che proponeva una riapertura dei negoziati. Nella lettera, Jalili fa riferimento per la prima volta alla “questione nucleare” iraniana, anche se un funzionario francese ne ha già criticato l’ambiguità.

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20/12/2011

Mentre i resti di Kim Jong Il vengono tumulati, una riflessione sul futuro della Corea del Nord

corea del nord,asia orientale,penisola coreana,politica,geopolitica,kim jong-il,pyongyang,kim jong-un,democrazia,dittatura,corea del sud,stati uniti,difesaLo scorso sabato 17 dicembre 2011, alle 8:30 del mattino, si è spento, a bordo di un treno, nella Corea del Nord, Kim Jong-Il, il suo enigmatico leader.

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06/12/2011

Iran, tra ottimismo e realtà

AP Photo/Fars News Agency, Amir Hashem DehghaniDopo il recente attentato pro-regime contro l’ambasciata inglese a Teheran, molti, come me, devono essere rimasti colpiti dall’immagine dell’uomo che, dopo aver saccheggiato l’edificio devastato, ne usciva portandosi via un poster raffigurante una scena del film di Tarantino, Pulp Fiction.

Un’immagine emblematica della natura falsa e vacua dell’evento, un’immagine che sembra aver segnato la fine di un’era: l’ostentazione anti-imperialista ha fatto il suo corso, almeno in Iran.

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13/09/2011

Il dilemma indiano, in un’Asia liberale

asia meridionale,india,economia,politica,geopolitica,difesa,cina,lee kuan yew,democrazia,cooperazione,asiaCosa succede quando il tuo principale partner commerciale è anche la nazione la cui crescita, senza precedenti e trascurata da un sistema politico fumoso e contorto, ti rende molto nervoso?

L’India non è l’unica nazione asiatica che si deve confrontare con queste riflessioni riguardo alla Cina, ma è, tuttavia, una delle nazioni da cui ci si aspetta parte delle soluzioni. Come illustrano bene le parole di Lee Kuan Yew, ministro-mentore di Singapore, “Solo l’India può guardare la Cina negli occhi”.

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26/04/2011

Corea del Nord: la dittatura e la fame

north_korea_famine_children.jpgAncora una volta lo spettro della fame minaccia le vite delle popolazioni nord coreane, questa volta, tuttavia, gli Stati Uniti - il paese più umanitariamente generoso al mondo - esitano a rispondere, così come esitano l'Europa e il Giappone, quest'ultimo duramente colpito nelle ultime settimane e di fronte a una seria crisi nazionale.

Il tempo, tuttavia, stringe: nessuno mette in dubbio i rapporti che annunciano l'incombente rischio di crisi, le Nazioni Unite da tempo hanno dato l'allarme riguardo alla seria mancanza di cibo e all'acuto stato di malnutrizione in cui versano i bambini e altri gruppi più vulnerabili. In alcune zone della Corea del Nord, le persone hanno già iniziato a nutrirsi di semi e di erbe selvatiche e le razioni distribuite dal governo non sono sufficienti per i cinque milioni di persone che, si stima, abbiano immediata necessità di cibo.

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29/03/2011

I social network e il fenomeno della “Facebook Jihad”

jihad_251-1.jpgMentre il mondo è impegnato a dibattere delle conseguenze di Wikileaks, emerge nuovo rischio cibernetico: i social network sono diventati uno spazio ideale per reclutare potenziali estremisti.  Potremmo chiamarla la "Facebook jihad".

Lo scorso 4 gennaio, il governatore della provincia pakistana del Punjab, Salman Taseer, è stato ucciso da una delle sue guardie del corpo, Malik Mumtaz Qadri, il quale, nella sua confessione, ha indicato come movente la forte opposizione di Taseer alla legge nazionale sulla blasfemia. Nel giro di poche ore dall'omicidio è stata creata una pagina Facebook per il presunto killer, che, in un'ora, ha raccolto quasi 2000 fan: centinaia di persone hanno scritto, esprimendo ammirazione per l'assassino.

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22/02/2011

Dopo Egitto e Tunisia, ora è il turno dell'Iran?

greenposter.jpgI manifestanti sono scesi in piazza, sono stanchi di un regime sclerotico e dispotico, che reagisce utilizzando i propri bulli per picchiare la gente e arrestare i leader. I manifestanti, però, sono coraggiosi e continuano le loro proteste, chiedendo a gran voce la caduta del regime e l'inizio di un futuro democratico. Abbiamo già letto questo copione, già visto queste scene e in Tunisia e in Egitto, almeno finora, la conclusione è stata a lieto fine.

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15/02/2011

Lo Yemen, una polveriera in attesa di esplodere?

0127-world-oyemenprotest_full_600.jpgGli scontri che proseguono da giorni, ormai, in Yemen sembrano forieri di una secessione e non solo alla fuga del presidente, come è successo, invece, in Tunisia e in Egitto.

Un po' di storia, per capire meglio. La repubblica dello Yemen è stata fondata il 22 maggio 1990, quando il Nord e il Sud Yemen, in seguito a una serie di conflitti e alle successive negoziazioni, hanno deciso di unificarsi in un solo stato. Al tenente generale Ali Abdullah Saleh, presidente dello Yemen del Nord dal 1978, fu affidata la presidenza della nuova nazione alla costituzione e ne detiene ancora la carica. Il suo governo, oppressivo e corrotto, ha condotto la giovane nazione alla rovina e al disordine. Le due parti ripresero le ostilità nel 1994, solo pochi anni dopo l'unione, e le relazioni tra i due popoli sono tuttora instabili. Prima dell'unificazione del '90, lo Yemen del Sud era conosciuto come la "Repubblica Democratica dello Yemen", ed era guidato da un governo socialista, mentre la direzione politica del Nord era assai più conservatrice.

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23/11/2010

India: quanto costa l'amicizia con Washington?

subjpPREXY-articleLarge.jpgAl termine di una visita di tre giorni che, ai primi di novembre 2010, lo ha visto viaggiare da Bombay a Delhi, Barack Obama ha offerto all'India il suo sostegno per un seggio permanente al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un regalo-sorpresa che implica nuove responsabilità per Delhi... e potrebbe rivelarsi - in certa maniera - ingombrante.

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26/10/2010

Australia: farsi amici e farsi nemici

r543512_3170435.jpgNel mondo della diplomazia il "potere morbido" - i valori che una nazione trasmette attraverso la propria popolazione e cultura - è molto più potente del "potere duro", o della forza militare.

Questo perché, se un paese desidera influenzarne altri e farsi degli amici nel mondo, è molto più facile avere successo se l'immagine di quella nazione all'estero è positiva. In questo contesto, quindi, l'Australia ha oggi qualcosa di cui preoccuparsi: una nuova indagine sull'immagine globale percepita, pubblicata a New York la scorsa settimana, dice che mentre l'Australia si colloca nelle "top 10" in termini di immagine in generale (gli Stati Uniti si piazzano al primo posto), l'immagine del paese agli occhi di potenze emergenti come l'India, la Cina e il Brasile come una società tollerante e liberale ha subito un contraccolpo, a causa della percezione della nazione come di propensa alla xenofobia.

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